3 Febbraio 2026
Tra Pride House, modelli globali e il nodo italiano della visibilità LGBTQIA+: cosa raccontano queste Olimpiadi a figliə, genitorə e scuole.
Approfondimento a cura di Beppe Negavino (Gay tra Arte e Storia) per Rete Genitori
Rainbow

Con i Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026 alle porte, la narrazione globale dello sport si intreccia sempre più con quella della visibilità LGBTQIA+, dei diritti e dell’inclusione. In un contesto di competizione estrema e attenzione mediatica mondiale, sempre più atletiə apertamente gay, bisessuali e queer stanno emergendo come protagonistiə, portando nelle arene olimpiche storie che parlano di identità, salute mentale, resilienza e libertà di essere sé stessə.
Per chi cresce figliə LGBTQIA+, queste Olimpiadi non sono solo un grande evento sportivo, ma una potente piattaforma educativa. La domanda che attraversa famiglie, scuole e società sportive è semplice ma profonda: cosa diventa possibile quando non è più necessario nascondersi per essere accettatə?
Atletə LGBTQIA+ che stanno cambiando il volto dello sport invernale
Negli sport invernali la rappresentanza queer è sempre stata ridotta rispetto alle Olimpiadi estive. Milano Cortina 2026 segna invece un cambio di passo importante, con un numero crescente di atletə dichiaratə e visibili.
Gus Kenworthy, icona sportiva e attivista queer
Lo sciatore freestyle Gus Kenworthy, primə atletə maschio apertamente gay a gareggiare alle Olimpiadi in una disciplina action, ha confermato la sua partecipazione anche a Milano Cortina 2026. Dopo il ritiro annunciato nel 2022, Kenworthy è tornatotə in pista con l’obiettivo di una quarta Olimpiade, portando con sé una storia che unisce medaglie, infortuni, coming out pubblico e impegno costante per i diritti civili.
Amber Glenn, una prima volta storica nel pattinaggio artistico
La pattinatrice statunitense Amber Glenn, 26 anni, si identifica come bisessuale e pansessuale ed è considerata una delle prime pattinatrici dichiaratamente LGBTQIA+ nella storia delle Olimpiadi invernali. La sua presenza è altamente simbolica in uno sport dove l’immagine femminile è stata a lungo legata a modelli stereotipati e silenzi sulle identità non conformi.
Conor McDermott Mostowy e la maschilità nello sport
Nel pattinaggio di velocità, Conor McDermott Mostowy rappresenta una svolta importante. È consideratə il primə atletə apertamente gay a competere a livello olimpico in questa disciplina. La sua storia sfida l’idea che talento e orientamento sessuale siano incompatibili negli sport più legati a una visione tradizionale della mascolinità.
Paul Poirier, visibilità e amore nel pattinaggio
Il canadese Paul Poirier, pattinatore artistico e atletə dichiaratamente gay, porta a Milano Cortina una narrazione di normalità affettiva. Ha parlato della propria relazione e del desiderio di non dover più separare la vita privata da quella sportiva.
Makayla Gerken Schofield, nuovi volti queer nello sci
Tra i nuovi nomi presenti nella lista di atletə LGBTQIA+ figura anche Makayla Gerken Schofield, sciatrice britannica di skicross che si identifica come pansessuale e che da anni utilizza i propri canali social per promuovere una cultura sportiva inclusiva.
Secondo il portale OutSports, Milano Cortina 2026 sarà l’edizione invernale con il numero più alto di atletə apertamente LGBTQIA+ mai registrato nella storia olimpica.
Italia e sport LGBTQIA+, una visibilità che fatica ancora a emergere
L’Italia partecipa a Milano Cortina 2026 con una delegazione record di 196 atletə. Tuttavia, tra le discipline invernali non emergono figure italiane apertamente LGBTQIA+ con la stessa visibilità dei colleghə internazionali.
Questa assenza non indica che non esista atletə queer nello sport invernale italiano, ma segnala piuttosto un contesto culturale in cui il coming out viene ancora percepito come un rischio per la carriera e per la serenità personale.
I segnali positivi arrivano soprattutto dal piano culturale e simbolico. La Pride House Milano 2026 rappresenta il primo vero spazio istituzionalizzato di accoglienza e visibilità LGBTQIA+ in un’Olimpiade ospitata in Italia. È organizzata da Milano Pride, Arcigay Milano e Pride Sport Milano e sarà attiva per tutta la durata dei Giochi presso il MEET Centro di Cultura Digitale in zona Porta Venezia.
Esistono inoltre figure italiane LGBTQIA+ visibili in altri sport, come Lucilla Boari nel tiro con l’arco o Matteo Santoro nei tuffi, che contribuiscono a creare un immaginario più aperto anche per le nuove generazioni di atletə invernali.
La Pride House come spazio educativo e politico
La Pride House non è un semplice luogo di festa. È una piattaforma culturale pensata per offrire sicurezza, visibilità e supporto a persone LGBTQIA+, famiglie, alleatə e professionistiə dello sport.
Durante le Olimpiadi ospiteranno incontri pubblici, testimonianze di atletə, momenti formativi per insegnanti, allenatorə e genitorə. È uno spazio che permette di tradurre i valori olimpici di rispetto e inclusione in pratiche concrete.
In un paese come l’Italia, dove le ricerche mostrano ancora alti livelli di omofobia e transfobia nello sport giovanile, la Pride House rappresenta un laboratorio di cambiamento sociale.
Perché il coming out nello sport riguarda tutte le famiglie
Ogni coming out nello sport ha un impatto che va oltre l’individuə. Produrre almeno tre effetti educativi fondamentali.
Normalizza la diversità e sposta la percezione di ciò che è considerato possibile.
Ridurre l’isolamento per giovanə e adolescentiə che non vedono modellilə simili a sé.
Costringe istituzioni e federazioni a confrontarsi con il tema dell’inclusione reale.
Per molte famiglie, vedere atletə LGBTQIA+ in televisione significa poter dire ai propri figliə che non devono scegliere tra chi sono e ciò che amano fare.
L’eredità di Milano Cortina dopo i Giochi
Se Milano Cortina 2026 vuole lasciare un segno duraturo, l’eredità non può essere solo sportiva. Deve essere culturale.
Servono politiche chiare contro discriminazioni e linguaggio d’odio.
Servire formazione per allenatorə e dirigentə.
Servono spazi di ascolto e reti territoriali di supporto.
Non bastano i simboli. Servono struttura. Non basta la comunicazione. Servono tutele reali.
C’è un rischio anche nelle narrazioni più progressiste. Trasformare ogni coming out in un gesto eroico. Ma la vera domanda è un’altra. Perché deve essere ancora così difficile?
Milano Cortina 2026 può aiutare a spostare il discorso dal coraggio individuale alla responsabilità collettiva.
E questa è la vera medaglia olimpica per le famiglie arcobaleno. Non dover più chiedere ai propri figliə di essere forti per sopravvivere, ma semplicemente liberə per vivere.
NOTE E FONTI
- Gus Kenworthy e Milano Cortina 2026
https://www.gay.it/olimpiadi-di-milano-cortina-2026-licona-gay-gus-kenworthy-ci-sara - Amber Glenn, prima pattinatrice LGBTQIA+
https://www.gay.it/milano-cortina-2026-amber-glenn-sara-pattinatrice-lgbtq-dichiarata-olimpiadi - Conor McDermott Mostowy
https://www.gay.it/conor-mcdermott-mostowy-pattinatore-gay-olimpiadi-milano-cortina - Paul Poirier
https://www.gay.it/milano-cortina-2026-pattinatore-gay-paul-poirier-medaglia-rupaul - Makayla Gerken Schofield
https://en.wikipedia.org/wiki/Makayla_Gerken_Schofield - OutSports, database atleti LGBTQIA+
https://www.outsports.com/olympics/team-lgbtq - Pride House Milano 2026
https://www.milanopride.it/it/pride-house-2026/ - Pride House spiegata da gay.it
https://www.gay.it/olimpiadi-milano-cortina-cose-la-pride-house-che-avra-sede-a-porta-venezia - Italia Team Milano Cortina 2026
https://www.rainews.it/articoli/2026/01/olimpiadi-invernali-milano-cortina-2026-italia-team-196-atleti-azzurri-record-b18284ce-73a8-4c59-b2f2-e661edb6ff80 - Matteo Santoro e visibilità queer
https://www.gay.it/matteo-santoro-storia-max-linan - Outsport Project Italia
https://www.out-sport.eu/wp-content/uploads/2019/11/OUTSPORT-RESEARCH_ITA_WEB-1.pdf
