15 Giugno 2026
La Rete Genitori Rainbow esprime forte preoccupazione per l’approvazione del DDL Valditara promosso dal medesimo ministro, che introduce nuovi ostacoli alla realizzazione di percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole.
Riteniamo che l’educazione affettiva e sessuale rappresenti un diritto fondamentale di tutte le bambine, i bambini e gli adolescenti. Non si tratta di un contenuto accessorio o ideologico, ma di uno strumento educativo essenziale per la crescita della persona, per la costruzione di relazioni sane e rispettose e per la piena comprensione di sé.
Come genitori rainbow sappiamo quanto sia importante che le giovani generazioni possano accedere a informazioni corrette, scientificamente fondate e adeguate all’età. Le nostre figlie e i nostri figli frequentano le scuole come tutti gli altri bambini e ragazzi e hanno il diritto di vedere riconosciuta la pluralità delle esperienze umane, delle relazioni e delle famiglie che compongono la società contemporanea.
Limitare questi percorsi significa privare le nuove generazioni di strumenti fondamentali per conoscere il proprio corpo, comprendere le proprie emozioni, sviluppare relazioni affettive basate sul rispetto e sul consenso, vivere una sessualità consapevole e responsabile e prevenire situazioni di abuso, violenza e discriminazione.
L’educazione all’affettività e alle sessualità è inoltre uno degli strumenti più efficaci per contrastare il bullismo, la violenza di genere, gli stereotipi sessisti e le discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQIA+. Una scuola che educa alle differenze, al rispetto reciproco e al consenso contribuisce a costruire una società più sicura, più giusta e più inclusiva per tutte e tutti.
In un momento storico in cui crescono episodi di odio, violenza e discriminazione, riteniamo che la risposta non possa essere la censura o la limitazione delle opportunità educative come proposto dal DDL Valditara, ma un investimento ancora maggiore nella formazione, nella conoscenza e nello sviluppo del pensiero critico.
Per questo chiediamo che il diritto all’educazione affettiva e sessuale venga riconosciuto come parte integrante del percorso formativo di ogni studente e studentessa e che la scuola pubblica continui a svolgere il proprio ruolo fondamentale di presidio educativo, culturale e democratico al servizio dell’intera comunità.
L’educazione alle affettività e alle sessualità non è una minaccia da cui difendere le giovani generazioni: è uno strumento di libertà, consapevolezza e protezione. Chi ostacola la conoscenza non tutela i bambini e le bambine, ma li priva degli strumenti necessari per comprendere sé stessə, riconoscere i propri diritti, rispettare le differenze e contrastare ogni forma di violenza, discriminazione e abuso.
Una società democratica non ha paura dell’educazione: investe nella conoscenza perché sa che è il primo presidio di libertà, uguaglianza e cittadinanza.
L’ignoranza non protegge. La conoscenza sì. E negarla alle giovani generazioni è una scelta politica di cui qualcuno dovrà assumersi la responsabilità.
