In Ascolto – Emozioni e Percorsi Interiori

20 Gennaio 2026

Rubrica a cura di Diego Arcaro- Psicologo e Psicoterapeuta – Presidente di Rete Genitori Rainbow

Nel lavoro psicologico e nella riflessione sui vissuti individuali e collettivi, il linguaggio non è mai neutro: le parole che utilizziamo contribuiscono a costruire significati, orientano il pensiero e influenzano il modo in cui comprendiamo noi stessə e l’altrə. Quando si affrontano temi legati al genere, all’identità e all’orientamento sessuale, l’uso di un linguaggio accurato, inclusivo e di definizioni corrette assume un ruolo centrale, perché consente di nominare esperienze complesse senza semplificarle, escluderle o distorcerle.

Utilizzare termini appropriati non risponde a un’esigenza formale, ma rappresenta uno strumento di chiarezza e di tutela del benessere psicologico. Le definizioni condivise aiutano a distinguere concetti differenti — come sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere ed orientamento sessuale — evitando sovrapposizioni che possono generare confusione, incomprensioni o letture riduttive della realtà. Un linguaggio impreciso o non inclusivo, al contrario, rischia di rafforzare stereotipi, aspettative rigide e vissuti di mancato riconoscimento, con ricadute significative sul piano emotivo e relazionale.

Nominare correttamente le esperienze significa renderle pensabili, legittime e comunicabili. Le parole offrono una struttura simbolica attraverso cui ciascunə può riconoscere ciò che vive, attribuirgli senso e condividerlo in modo più consapevole. In questa prospettiva, il linguaggio diventa uno strumento di ascolto: permette di avvicinarsi alle differenze senza giudizio e di accogliere la pluralità dei percorsi identitari, corporei e affettivi.

Le definizioni che seguono non hanno l’obiettivo di incasellare le persone in categorie rigide, ma di offrire una cornice concettuale di riferimento aperta e flessibile. Una base linguistica chiara e condivisa rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare questi temi con maggiore consapevolezza, rispetto e responsabilità, mantenendo al centro la complessità e l’unicità di ogni esperienza umana.

Concetti base

Genere: è l’insieme delle differenze psicologiche, culturali, sociali e nella sessualità tra maschi e femmine. E’ collegato alle nozioni socialmente costruite di maschilità e femminilità.

Identità di genere (IG): è la percezione sessuata di sé e del proprio comportamento. E’ il genere in cui una persona s’identifica (maschio o femmina): Non s’identifica con sesso biologico né con l’orientamento sessuale, anche se il genere si trova in stretto rapporto con la fisiologia. Sì può definire l’IG come l’esperienza di percezione sessuata di sé stessi e del proprio comportamento, cioè l’opinione che ognuno ha di se stesso in quanto appartenente ad un sesso o all’altro.

Sesso biologico: è la combinazione tra sesso cromosomico (questo è propriamente il sesso biologico) e sesso fenotipico (la manifestazione di quello cromosomico attraverso l’interazione con gli ormoni sessuali).

Pulsione omosessuale: un’attrazione verso persone dello stesso sesso percepita in modo relativamente chiaro dalla coscienza.

Tendenza omosessuale: inclinazione verso individui di pari sesso, vissuta in modo permanente, ma non agita a livello genitale.

Identità sessuale: è un costrutto multidimensionale costituito da quattro distinte componenti: sesso biologico, IG, ruolo di genere, orientamento sessuale.

Comportamento sessuale: pratiche e atti sessuali.

Ruolo di genere: termine che si riferisce all’insieme di norme sociali e delle aspettative culturali relative al genere, cioè a come ogni persona debba essere, apparire o comportarsi in una data cultura e in un determinato periodo storico in relazione al genere di appartenenza.

Espressione di genere: indica un insieme di caratteristiche (vestiti, stile dei capelli, modo di parlare, atteggiamenti) che suggeriscono esteriormente, quindi agli altri, la categorizzazione sessuale di un individuo. Variano sensibilmente a seconda della società, del periodo storico e del contesto culturale.

Aspettativa di genere: pressione sociale derivante dalle aspettative che la società ha in merito a come una persona debba comportarsi e apparire in una data cultura e in relazione al genere di appartenenza.

Orientamento sessuale: è la risposta a certi stimoli sessuali, quindi si basa sugli oggetti che riescono a indurre nel soggetto l’attivazione e l’interesse sessuale.

Cisgender: persona la cui identità di genere coincide con il sesso attribuito alla nascita.

Transgender (trans:) termine ombrello che comprende tutte quelle persone la cui identità di genere e/o la cui espressione di genere differisce dalle aspettative di genere determinate culturalmente.:

Identità di genere non binaria: s’intendono tutte quelle identità di genere che non ricadano nelle categorie tipicamente adottate dalla cultura occidentale, che vede il genere rigidamente diviso in due distinte polarità (uomo e donna). Ad esempio: persone agender, bigender, pangender, gender fluid, gender queer, demiboy, demigirl.

Intersessualità: si intendono tutte quelle condizioni in cui i cromosomi sessuali, i genitali e/o i caratteri sessuali secondari di una persona non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. Un individuo intersessuale può presentare caratteristiche anatomo-fisiologiche sia maschili sia femminili.

Bisessualità: indica lo stato di coloro che si sentono attratti sessualmente da persone di entrambi i sessi.

Asessualità: è l’orientamento sessuale di chi non prova attrazione sessuale per alcun genere o che può provarla raramente e/o in determinate circostanze. Possono essere: allosessuali, demisessuali, autosessuali, aromantiche, gray asessuali.

Fonti:

  • “L’amore omosessuale”. Beatrice Brogliato e Damiano Migliorini.
  • “Le identità non binarie” dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.
  • Centro Italiano di Sessuologia.

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