le falsità degli ideologhi omofobi e dei loro convegni

Nella giornata del Verona Pride, a testimonianza della disonesta disinformazione e della violenta aggressione veicolata dai movimenti di contrasto alla cosiddetta ideologia del gender , da loro stessi inventata, facciamo nostra la lettera al direttore de Il Giornale di Vicenza dello psicoterapeuta Diego Arcaro che ha assistito al convegno di stampo omo-transfobico “L’insegnamento della ideologia di genere nelle scuole” svoltasi il 26 maggio scorso in provincia di Vicenza.

Gentile Direttore,

sono uno psicoterapeuta vicentino che martedì 26 maggio ha partecipato, in un comune della nostra provincia, a un convegno contro “l’insegnamento della ideologia di genere nelle scuole”.

Come psicoterapeuta iscritto all’Ordine degli Psicologi del Veneto sono rimasto esterrefatto dal modo in cui i due relatori (un magistrato ed un collega psicoterapeuta) hanno condotto il convegno e hanno trasmesso i concetti.

Se l’obiettivo era quello di terrorizzare la platea credo ci siano riusciti, se invece era di informare mi dispiace, ma è stata fatta un’ottima manipolazione ad uso dei relatori e delle associazioni che li sostengono.

Sono rimasto allibito inoltre dal modo in cui direttive ministeriali (Ministeri delle Pari Opportunità, dell’Istruzione o della Sanità) o articoli del codice Deontologico dell’Ordine degli Psicologi (ad esempio l’articolo 4) siano state dileggiate o calpestate.

In questo convegno si è accennato a studi psicologici (italiani o internazionali), ricerche o tabelle senza mai presentare le fonti o i dati.

Si è fatto riferimento alla lobby gay, all’indottrinamento o a “fantomatici” librettini (questi testi a cui facevano riferimento sono stati promossi dall’Ufficio nazionale antidiscriminazione razziale del Ministero degli Interni).

In più è stata fatta un’uguaglianza tra pedofilia e omosessualità da far venire i brividi!

Cerco velocemente di spiegare:

1) La teoria del gender così come queste persone la vogliono far passare, non esiste. In realtà, esistono (dagli anni 70), gli studi di genere, che hanno analizzato i ruoli attribuiti a maschi e femmine nelle diverse società, mettendoli in discussione (ad esempio perché una donna debba fare solo la casalinga? O debba avere uno stipendio inferiore dei maschi?).

2) La fantomatica “teoria del gender nelle scuole” consiste semplicemente nell’educare alla parità, che non vuoi dire annullare le differenze (come si vuole far credere) ma permettere a tutte e tutti di realizzarsi. Per far questo si usano schede grafiche sul quale confrontarsi in classe tra alunni. Le schede, semplicemente, evidenziavano tra l’altro che un uomo può svolgere ruoli considerati solitamente “femminili” dalla società e viceversa (ad esempio un uomo che lava i piatti).

3) Le persone nascono maschi o femminine (in alcuni casi la sessualità non è chiaramente definita e si parla di ermafroditismo), le persone hanno un orientamento sessuale (eterosessuale, omosessuale o bisessuale), infine le persone hanno una identità che consiste invece in un durevole auto-riconoscimento del sentire e vivere il proprio essere.

4) Le persone omosessuali e transessuali vengono discriminate (anche se non lo si vuole ammettere)! Il bullismo nelle scuole esiste (verso gli omosessuali, le persone di colore, ecc…).

5) L’obiettivo di queste movimenti contro gli studi di genere è bloccare l’educazione sessuale nelle scuole; ora l’età media del primo rapporto sessuale si è abbassata ai 12/13 anni, come pensano di affrontare questa tematica? Ancora con l’astinenza?

Invito quindi i partecipanti a questi incontri e non solo (genitori, educatori, ecc…) ad informarsi, ad ascoltare altre ‘campane’, affinché questa non diventi un’altra caccia alle streghe tipica di certi movimenti integralisti. L’obiettivo degli studi di genere non è attaccare la famiglia (i riferimenti al divorzio durante il convegno secondo me sono stati impropri) o proporre una sessualità liquida, ma permettere a tutti, donne o uomini di realizzarsi come individui.

Grazie per l’attenzione

Arcaro dott. Diego

Psicologo psicoterapeuta

 

Lettera al Direttore de Il Giornale di Vicenza

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