L’amore non fa differenze – Mantova 10 Febbraio 2013

Si è svolto ieri a Mantova la cerimonia simb0lica del matrimonio di 50 coppie gay e lesbiche per rivendicare il diritto di amare e di potersi sposare anche per le coppie dello stesso sesso

numerosi gli articoli sulla manifestazione a cui ha partecipato anche una coppia di socie Rete Genitori Rainbow, Loredana e Marcella.

 

Link: Video presentazione matrimoni  e Galleria Foto

 

Rassegna Stampa

http://www.giornalettismo.com/archives/761325/mantova-matrimonio-gay/

Un “matrimonio gay” per modo di dire, ma non per questo meno emozionante. Davanti a 500 selezionatissimi invitati, sessanta coppie gay si sono sposate oggi davanti al Castello di San Giorgio di Mantova, simbolicamente all’altezza della camera degli sposi del Mantegna. Una ventina di attivisti di estrema destra (arrivati con un corteo inatteso aperto dallo striscione “matrimonio gay, funerale d’Italia”) ha tentato invano, domenica mattina, di rovinare la festa ai presenti. Ma, riferisce il Corriere, gli applausi di festa hanno superato le urla omofobe e i petardi di Forza Nuova.

MANTOVA E I MATRIMONI GAY – In una mattinata rigida ma soleggiata, cento persone provenienti per lo piu’ dal nord Italia e la meta’ dal mantovano, si sono sposate, seppur in modo simbolico, con la formula del rito civile. Ad officiare il rito quattro esponenti politici del centrosinistra, giacche’ nessuno del centrodestra, che amministra la citta’, ha inteso partecipare. Vi dichiariamo uniti in matrimonio: la fatidica frase e’ stata pronunciata dal sindaco di Pegognaga Dimitri Melli, l’unico Comune con Viadana ad avere istituito nel mantovano il registro delle unioni civili, l’ex sindaco di Mantova e ora consigliere comunale del Pd, Fiorenza Brioni, l’assessore provinciale del Sel Elena Magri e il capogruppo del Pd in Comune a Mantova Giovanni Buvoli. Ognuno di loro ha letto gli articoli del codice civile che contempla diritti e doveri per i coniugi. Dopo la dichiarazione collettiva di amore eterno, ogni coppia e’ andata da uno dei quattro officianti per apporre le firme sul certificato di matrimonio che e’ poi stato rilasciato al termine del rito. Ovviamente, senza alcun valore legale ma con un grande significato simbolico.

LA CELEBRAZIONE – La celebrazione, organizzata da Arcigay Mantova si inserisce nell’ambito delle iniziative sia locali che nazionali che l’associazione sta organizzando per la promozione dei diritti di gay, lesbiche e trans con la campagna di tempo scaduto che vuole sollecitare i cittadini e i candidati sui temi dei diritti civili e di libertà. “E’ stato molto emozionante, ho visto persone commosse, la partecipazione della città è andata oltre ogni più rosea previsione. Sono arrivate famiglie da Lombardia, Emilia romagna, Veneto… In piazza c’erano centinaia di persone e decine di associazioni: Arcigay, Arci, Agedo, Amnesty, Cgil… Hanno letto alle coppie gli articoli del codice civile del rito del matrimonio e chiesto alle coppie omosessuali e eterosessuali di scambiarsi un sì quale promessa di matrimonio l’Assessore alla Provincia per le Pari Opportunità Elena Magri, due Consiglieri comunali del Partito democratico Giovanni Buvoli e Fiorenza Brioni, ex sindaco della città. Dimitri Melli sindaco del Comune di Pegognaga, un comune che ha istituito il registro delle unioni civili, si è presento alle celebrazioni simboliche con la fascia tricolore”, dichiara un soddisfatto Davide Provenzano, presidente Arcigay Mantova.

http://www.quibrescia.it/cms/2013/02/09/trentini-sel-domenica-a-mantova-per-lamore-non-fa-differenze/ù

Trentini (Sel) domenica a Mantova per “L’amore non fa differenze”

    9 febbraio 2013     |     BREVI DI POLITICA     |     0 Commenti

(red.) Domenica 10 Febbraio alle ore 11 oltre 70 coppie gay ed etero si ritroveranno ai piedi del torrione della Camera degli sposi, a Mantova per promettersi o rinnovare la promessa di volersi unire in matrimonio civilmente.
“Come candidato al Consiglio regionale della Lombardia per Sinistra Ecologia e Libertà nel collegio di Brescia parteciperò con Stefano, il mio compagno, a tale atto simbolico” A parlare è Luca Trentini, candidato al Consiglio regionale lombardo per Sinistra Ecologia e Libertà.
“Con questo gesto di sensibilizzazione civile, organizzato da Arcigay Mantova “La Salamandra”, rivendicheremo la necessità di una reale uguaglianza fra le cittadine e i cittadini della Repubblica e richiederemo il pieno riconoscimento del valore sociale di ogni famiglia fondata sull’amore, indipendentemente dall’orientamento sessuale di chi la compone”.
“Le famiglie omosessuali”, ha aggiunto Trentini, “non hanno bisogno di soluzioni mediate, devono vedersi garantire, a fronte di uguali doveri, gli stessi identici diritti e possibilità già goduti dal resto della popolazione. E ciò significa matrimonio civile per tutte e tutti, così come recentemente accaduto in Francia ed Inghilterra”.
La cerimonia simbolica sarà officiata da Elena Magri, assessore alle Pari Opportunità e Politiche di coesione sociale della Provincia di Mantova, Candidata alla Camera per Sinistra Ecologia e Libertà, e da Giovanni Buvoli, capogruppo PD in Consiglio Comunale a Mantova.
“L’invito a tutte le coppie, alle cittadine e ai cittadini che condividono questa battaglia di civiltà”, ha concluso il candidato bresciano di Sel, “è di partecipare a questa iniziativa e testimoniare con un atto simbolico il proprio sostegno alla battaglia di parità e uguaglianza per una società inclusiva e solidale”.
Il raduno dei partecipanti è previsto per le 10,30 e l’inizio della cerimonia alle ore 11.
Partner della manifestazione saranno Arci, Amnesty International, CGIL, Agedo, Rete Genitori Rainbow, Famiglie Arcobaleno, Vicenza Pride, Playarte Comunication.

http://www.radiolombardia.it/rl/news.do?id=45620

11-02-2013 09:43

Nozze gay, cerimonia simbolica a Mantova

Non è il balcone di Giulietta simbolo dell’amore eterno che si trova nella vicina Verona, ma, ugualmente, quello dell’appartamento di Isabella d’Este, nel castello di San Giorgio a Mantova, sotto cui ieri mattina cinquanta coppie gay si sono simbolicamente unite in matrimonio,  per chi si batte in difesa dei diritti di tutti ha una sua valenza non solo storico-artistica. In quelle suggestive stanze dette la Grotta di Isabella, Leonardo da Vinci, storicamente tollerante verso l’omosessualità, alla fine del Quattrocento fece il ritratto a carboncino all’acculturata moglie di Francesco Gonzaga. In una mattinata rigida ma soleggiata, cento persone provenienti per lo più dal nord Italia e la metà dal mantovano, si sono sposate, seppur in modo simbolico, con la formula del rito civile. Ad officiare il rito quattro esponenti politici del centrosinistra, giacché nessuno del centrodestra, che amministra la città, ha inteso partecipare. Vi dichiariamo uniti in matrimonio: la fatidica frase è stata pronunciata dal sindaco di Pegognaga Dimitri Melli, l’unico Comune con Viadana ad avere istituito nel mantovano il registro delle unioni civili, l’ex sindaco di Mantova e ora consigliere comunale del Pd, Fiorenza Brioni, l’assessore provinciale del Sel Elena Magri e il capogruppo del Pd in Comune a Mantova Giovanni Buvoli. Ognuno di loro ha letto gli articoli del codice civile che contempla diritti e doveri per i coniugi. Dopo la dichiarazione collettiva di amore eterno, ogni coppia è andata da uno dei quattro officianti per apporre le firme sul certificato di matrimonio che è poi stato rilasciato al termine del rito. Ovviamente, senza alcun valore legale ma con un grande significato simbolico ha sottolineato Davide Provenzano, presidente dell’Arcigay la Salamandra di Mantova, promotore dell’iniziativa e anche lui, per la cronaca, tra gli sposi. “Con questa manifestazione – ha aggiunto Provenzano – chiediamo un’iniziativa legislativa che legittimi i matrimoni gay. Il registro delle unioni civili, infatti, non ci basta più perché è un modo quasi di ghettizzarci ancora di più”. La giornata di festa è stata turbata da un gruppo di Forza Nuova che si è avvicinato minaccioso, con cartelli recanti scritte omofobe e fumogeni, per contestare il raduno gay. Le forze dell’ordine hanno impedito il contatto e tutto si è risolto con alcuni momenti di tensione ma senza incidenti.

P.F.

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