RGR partecipa al Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT antidiscriminazione promosso dall’UNAR

Il 12 dicembre a Roma, Rete Genitori Rainbow ha partecipato al Primo meeting del Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT nell’ambito del Progetto promosso dal Consiglio d’Europa “Contrasto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identita’ di genere”.

Rete Genitori Rainbow è infatti tra le associazioni che compongono Gruppo Nazionale di Lavoro, presieduto dal Direttore Generale dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Gruppo che ha funzioni di consultazione ed elaborazione di proposte per la definizione della Strategia nazionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identita’ di genere,nell’ambito del Programma promosso dal Consiglio d’Europa per l’attuazione e implementazione della raccomandazione adottata dal Comitato dei Ministri.

Questa la presentazione di Cecilia d’Avos, co-presidente e co-fondatrice di Rete Genitori Rainbow:

Cecilia d'Avos, cofondatrice e copresidente Rete Genitori Rainbow

“Buonasera a tutte e a tutti, grazie all’Unar, 
voglio dedicare questi tre minuti a una persona che molti di voi conoscevano, uno dei fondatori dell’associazione Rete Genitori Rainbow, ad Alessandro Ozimo, che dieci giorni fa ci ha lasciati. Una persona solare, un attivista entusiasta. La sua scomparsa ci ha lasciato veramente sgomenti.

Ma dopo i primi momenti di assoluto stordimento siamo qui, forti del suo stesso entusiasmo. Rete Genitori Rainbow è nata meno di due anni fa: in quattro, genitori che si sono scoperti omosessuali dopo aver avuto figli da relazioni etero, abbiamo deciso di creare una associazione di volontariato per dare servizi specifici alle tantissime persone che sono ora nella situazione che ci eravamo trovati a vivere anni addietro.
E’ un fenomeno rilevante, la famosa ricerca Modi.di stima una percentuale del 20,5%  delle lesbiche di 40 anni e piu’ che sono madri e il 17,7% di padri gay, sempre sopra i 40 anni. Ovviamente, per un fatto anagrafico, si tratta di persone che hanno avuto figli da relazioni eterosessuali. Un numero enorme: la stragrande maggioranza dei famosi centomila figli di omosessuali sono in questa condizione, ma poi scompaiono, anche quando si parla di omogenitorialita’. 

La recente indagine ISTAT sulla popolazione omosessuale, che era stata citata anche stamattina, alla domanda ricordata anche da Rita De Santis: “chi e’ a conoscenza del tuo orientamento sessuale?” dimentica tra le possibili risposte proprio quella che per noi e’ la figura piu’ importante a cui fare coming out: i figli.
Ecco, noi accompagnamo questi genitori ad uscire fuori dall’anonimato, accogliendo nel contempo la loro necessita’ di privacy. 
Un episodio allarmante: ieri mi arriva un messaggino da un nostro socio, che poche settimane prima, sostenuto dall’associazione, aveva fatto coming out ai figli: “Sto andando a scuola a parlare con la preside: stamattina una prof di religione ha detto che i gay sono contronatura e non dovrebbero esistere”. E questo in una scuola media pubblica della capitale.
I nostri figli sono soprattutto nella fascia di eta’ delle scuole medie e delle scuole superiori, e stiamo vadando in questi giorni un “gruppo scuola RGR”, composto da genitori e con degli psicologi che collaborano con Rete Genitori Rainbow, per andare nelle scuole. 

Ma c’e’ anche un altro fronte: quello dei consultori. E’ importante formare i mediatori familiari come anche le figure che gravitano sui tribunali. Non dimentichiamo che le separazioni giudiziali a causa omosessuale sono l’11%, come ha stimato l’Associazione Avvocati Matrimonialisti. Quindi c’e’ un fronte di disagio che va affrontato.

Mi fermo qui e vi ringrazio.”

Marco De Giorgi, Direttore Generale Unar, ha ringraziato Rete Genitori Rainbow per il contributo che, ha sottolineato, e’ utile a far emergere tutte le declinazioni della tematica LGBT. Ha aggiunto che le diverse sfaccettature che il dibattito ha fatto emergere sono necessarie per recuperare una conoscenza a tutto tondo delle problematiche, indispensabile affinche’ l’azione dell’Unar e del Gruppo di Lavoro sia di supporto all’azione governativa e all’azione politica.
De Giorgi ha anche precisato che non c’e’ una gerarchia tra i diritti, e che tutte le istanze – quelle sollecitate da Rete Genitori Rainbow come quelle sollecitate da Famiglie Arcobaleno – vanno tutelate. Ha infine osservato che non esiste un unico modello di famiglia, ma tanti tipi di famiglia, ciascuno con la propria storia.

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