Dentro di me

Anche stamattina ho perso il treno un’altra volta!! Non c’è nulla da fare!

Per quanto la sera prima cerchi di lasciare tutto pronto, la mattina successiva mi ritrovo a rincorrere la vita… o forse, è mia figlia che rincorre me.

Insomma, tutto cronometrato!

Sono triste, è troppo tempo che lo sono. Ormai pare che il rapporto che avevo con Marco non sia più quello di prima, mi sento davvero sola.

Ma non ho tempo per pensare!

Sono arrivata in stazione, devo andare al lavoro, devo fare di tutto per arrivare in orario.

Poi, d’un tratto..

Arriva quel giorno. Salgo sul treno affannata e mi siedo, alzo lo sguardo…davanti a me una ragazza che non avevo mai notato prima, anche lei prende quel treno tutte le mattine alla stessa ora.

Cominciamo a parlare.

Giorno dopo giorno mi rendo conto che provo una simpatia particolare per lei, un qualcosa che mi porta a sorridere quando la penso durante la giornata, che si fa sentire nello stomaco.

Ad un tratto, desidero con tutto il cuore di presentarmi sotto casa sua con un bel mazzo di fiori!

Dopo un paio di mesi in cui mi sembrava di camminare sulle nuvole, precipito nell’inferno.

Cosa mi sta succedendo? Non è possibile! Sono sposata, sono una mamma…Mi vergogno e mi sento a disagio in casa mia..

Comincio a sentire che quello non è il mio posto, devo andare via…Ma sono una mamma!!

Lo psicologo non basta, cado in un baratro…. E tocco il fondo un pomeriggio di primavera, quando svengo dopo aver bevuto una bottiglia di vino a stomaco vuoto. Ho messo in pericolo la mia vita! Mi riprendo, ma nulla sarà più come prima.

Bene! Ora basta! Torno a fare la persona seria! Cambio treno, così non la vedo più! Si sa…lontano dagli occhi….

Con Marco cerco di spiegami, è stato un momento di forte stress per me, ho bisogno del suo aiuto, se lui mi aiuta tutto si risolverà…

Ho fatto l’impossibile per cancellare questo evento e passano i mesi. Sembra che tutto si sia ristabilizzato…Casa, lavoro, famiglia e penso:“Sara, 35 anni, sposata, mamma, ETERO”, tutto chiaro no?

Arriva gennaio, a casa di amici, conosco Gloria. Lei che lì per lì non avevo quasi considerato, lei ad una festa a casa di un amico, ci presentiamo…ci scambiamo il numero di telefono.

La bomba è innescata!

Cominciamo a frequentarci, in amicizia, certamente…ma dopo qualche mese mi ritrovo a pensare a lei ogni momento della giornata, sogno perfino di baciarla…Mi sveglio completamente sudata ed agitata!

In parallelo, le cose con Marco riprendono a precipitare.

Non ne posso più, mi sta scoppiando la testa, ciò che provo per lei trabocca in modo impressionante dal cuore.

Allora mi dichiaro!

Lei, lusingata, mi dice però che non corrisponde, lei è etero. Ma, volendo, possiamo comunque restare amiche.

Ne consegue che mi barrico in casa per un mese e perdo 5 chili.

Ho provato a non chiamarla a non scriverle…ma non la volevo perdere! Piuttosto mi tengo l’amicizia!

Mi sono davvero impegnata, ma non ci sono riuscita. L’amavo e basta.

Marco ed io siamo alla frutta.

Quindi una sera di fine estate gli ho detto la verità, perché comunque gli voglio bene, lo rispetto e, dopo 10 anni insieme, merita di sapere.

Non è stata una passeggiata, soprattutto il primo periodo dopo il mio coming-out, in cui vivevamo ancora insieme e stavamo facendo dei colloqui con la consulente famigliare. Ormai il dado è tratto: ci separiamo, ma ci facciamo aiutare per il bene di nostra figlia.

Intanto io frequento ancora Gloria. Una sera, mi chiede di portarla via per un week end, decidiamo per Bologna.

Mi sentivo in estasi, forse allora poteva esserci ancora una possibilità?

La gita fuori porta comincia nei migliori dei modi: organizzo una cena a sorpresa, lei felice ed io appagata di averla resa tale.

Non avevo mai corteggiato una donna prima, è stato meraviglioso.

Purtroppo però l’idillio si rompe la domenica mattina.

Dopo una stupida litigata, lei mi pianta lì. Sul serio. Io non ci potevo credere, un incubo.

Ma la cosa che ricordo in modo più vivido è il dolore viscerale che ho provato vedendola andare via, non ho mai amato così in vita mia.

Torno a casa e comincio il trasloco, si me ne vado io, voglio ricominciare da capo. A fine novembre sono in un nuovo appartamento.

Provo a ricontattare Gloria, usciamo insieme per chiarirci, ma sarà l’ultima volta.

Poi comincia una nuova fase, dura, perché mi ritrovo a casa sola, con crisi di panico terribili.

Eppure non posso mollare! Perchè in tutto questo c’è sempre mia figlia, la mia bambina ora più che mai ha bisogno di me!

Decido di contattare nuovamente una psicologa.

Una donna squisita che mi ascolta, mi sostiene e mi consiglia di contattare il telefono amico di Arcigay Milano.

A Gennaio 2017 comincio a frequentare il Gruppo Donna, dove ho incontrato persone meravigliose, disponibili e molto attive con manifestazioni ed eventi.

Ho fatto un ulteriore passo avanti quando ho saputo che a Milano c’è un gruppo di genitori, che come me hanno avuto filgi da relazioni etero e si sono poi “riscoperti” omo o bisessuali.

In entrambi questi gruppi mi sono sentita accolta ed ascoltata…insomma..a casa.

Oggi mi sento meglio, la strada è ancora lunga ma è meno in salita.

Oggi rispetto a 2 anni fa, ho stravolto la mia vita, ma sono convinta che sarò più felice.

Posso dire:

“Sara, 37 anni, mamma e, finalmente, me stessa.”

Il racconto di Sara storia vera di una mamma rainbow, è parte della raccolta “Genere plurale” ed. 2018 Le Mezzelune.

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