Cosa pensa Giacomo di sua mamma lesbica e di suo padre gay

Giacomo è in seconda superiore. Quello che segue è il tema svolto in classe a conclusione delle attività sulla Giornata della Memoria.

 

Diversità.

Chi può decidere cos’è normale? Siamo tutte persone di questo mondo e non penso che una persona possa decidere della vita di un’altra. Nessuno dovrebbe passare la propria esistenza in condizione di schiavitù, costretto a cambiare paese, a nascondersi per evitare violenze determinate dai propri modi di pensare, dalle proprie credenze, diverse da quelle di chi vuole un mondo uguale, monotono. Non sono poche le persone secondo le quali la diversità è un bene, ma sono altrettante quelle che credono il contrario. Tutti subiscono violenze e tutti ne sono artefici. 

Entrambi i miei genitori sono omosessuali, separati e in OTTIMI rapporti. Io subisco piccole violenze ogni giorno. Non da loro. Dal mondo circostante. Non è facile dover sempre raccontare agli amici vere e proprie “balle” (scusate il termine) per nascondere la verità. Bisogna nasconderla per paura di essere emarginato, di essere preso in giro. Sono pochi i miei amici che lo sanno.
Il mondo non è ancora pronto per conoscere sempre la verità. La gente vuole respirare solo aria pura, ma non si accorge che il 99% di essa è “infestata” dal diverso. Le persone che dicono di essere normali, in realtà sono immerse in un mondo completamente diverso. Basterebbe che aprissero gli occhi. Ogni volta che camminiamo per strada siamo continuamente a contatto con persone estranee alla nostra mentalità: spesso incontriamo persone che crediamo di odiare ma che non conosciamo neanche.

Il mondo provoca violenze ogni momento, a ogni respiro, ma non si accorge che, se le persone iniziassero ad essere più tolleranti, le guerre di cui tanto abbiamo paura non esisterebbero. non esiste “la via per la pace”, la pace è la via. Le persone sono semplicemente diverse le une dalle altre, non sono pericolose. Un esempio è quello di mia sorella che va a cavallo con la fidanzata di mia madre o io che spesso viaggio d’estate con mio padre e il suo partner simpaticissimo, sul suo vecchio furgoncino hippy. Insomma, a me non sembrano pericolosi ma, anzi, divertenti. Questo è dimostrato dal fatto che ridiamo per più dei due terzi del tempo che trascorriamo insieme. Il massimo della violenza che posso subire è quella di lavare i vetri al vecchio furgoncino di Aldo.

Non penso che il “diverso” sia uguale a “male”. Credo fermamente nel contrario. Nulla giustifica una violenza, una persecuzione, un assassinio. Nulla però giustifica le persone che con intenzioni vendicative perseguono i propri vecchi persecutori, perché la situazione si capovolgerebbe soltanto e non cambierebbe nulla. Oltre a imparare a tollerare bisogna imparare anche a perdonare. Finché questi due valori non saranno rispettati le guerre continueranno ad esserci all’infinito. Perché si sa, la cipolla che fa ridere non è stata ancora inventata!

 

grazie Giacomo da parte di tutti i genitori di Rete Genitori Rainbow!

 

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