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Cultura sul tema dei Genitori Rainbow

Al via la rassegna di Teatro LGBT al Teatro Araldo di Torino

LA PRIMA RASSEGNA NAZIONALE DI “TEATRO LGBT” A TORINO

Va tutto bene MADAMA la MARCHESA? È un progetto di produzione e ricerca nel campo delle arti performative al fine di sviluppare uno studio delle tematiche dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale che nella stagione 2013|2014 è alla sua seconda edizione.

marchesamain
Il progetto prende corpo nel maggio del 2012 quando l’associazione culturale Thealtro, in collaborazione con il Teatro Araldo di Torino e l’associazione culturale Barbari Invasori uniscono i rispettivi network per organizzare a Torino la prima rassegna nazionale di eventi dal vivo sulle tematiche dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale.

La rassegna, con il patrocinio di Provincia di Torino, Città di Torino e Circoscrizione Tre della città di Torino, ha visto la collaborazione ed il sostegno dei volontari delle associazioni: Comitato Provinciale Arcigay Ottavio Mai di Torino, Circolo Maurice e Radio Bekwith Evangelica, che attraverso il loro network hanno diffuso gli eventi della rassegna.

Rete Genitori Rainbow è partner del progetto.

Scarica la brochure informativa dell’iniziativa VA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA – PRESENTAZIONE E CARTELLONE -ARALDO

Rete Genitori Rainbow al Sottodiciotto Film Festival


Il sottodiciotto film festival di Torino ha presentato ieri il programma “OLTRE I GENERI” dedicato alla genitorialità transessuale con i seguenti  film:

 

Transpapa  (id.) di Sarah-Judith Mettke,

con Luisa Sappelt, Devid Striesow, Sandra Borgmann, Jan-David Buerger, Fritzi Haberlandt (Germania 2012, 90’)

Il programma per declinare il tema dell’anno di Sottodiciotto – identità di genere – organizzato in collaborazione con il Servizio LGBT della Città di Torino, si apre con un racconto di scoperta, formazione e ricerca di sé presentato al Zurich Filmfestival. La quindicenne Maren vuole scappare per allontanarsi dai ragazzi, che la considerano insensibile, e dai problemi affettivi della madre. Maren desidera soprattutto ricongiungersi con il padre che non vede da anni e, quando decide di mettersi in contatto con lui, la madre si vede costretta a confessarle un segreto a lungo custodito: il padre ha cambiato sesso e si chiama Sophia. Incurante della contrarietà della donna, Maren rintraccia Sophia e si trova di fronte a una persona che, come lei, è alla ricerca della propria identità.

Morrer Como Um Homem  (Morire come un uomo) di João Pedro Rodrigues, con Fernando Gomes, Jenni La Rue, Miguel Loureiro, Chandra Malatitch, Fernando Santos (Francia/Portogallo 2009, 133’)
Nel buio della notte un giovane soldato diserta. Tonia, una transessuale di Lisbona, vede il mondo sgretolarsi intorno a lei: le insistenti pressioni del suo giovane amante Rosario perché diventi una donna completa la mettono in crisi per le sue profonde convinzioni religiose. Nel frattempo il figlio che abbandonò quando era ancora un bambino è diventato un disertore e la sta cercando. Per fuggire da tutti i suoi problemi decide di partire con il compagno per un lungo viaggio.
Presentato a Cannes 2009 nella sezione Un Certain Regard.

 

Durante la serata é intervenuta per Rete Genitori Rainbow Valentina Violino che ha dato informazioni sul tema della transgenitorialità alla platea dei giovani presenti.

L’associazione Rete Genitori Rainbow è nata per offrire servizi mirati, nel pieno rispetto della riservatezza, ai genitori  gay, lesbiche e transessuali che hanno preso consapevolezza del proprio  orientamento sessuale / identità di genere dopo aver avuto figli all’interno di una relazione eterosessuale.

Il fenomeno di cui ci occupiamo e’ numericamente rilevante. difficile quantificare gli omosessuali o le persone transessuali dato che l’omosessualità e la transessualità sono caratteristiche umane che possono cambiare nel corso della vita.

Adesso, dato il tema della serata, concentriamoci sulla popolazione transessuale: possiamo solo fare delle stime ma anche qui si tratta solo di dati indicativi della effettiva consistenza numerica delle persone transessuali nel nostro Paese; non tutte le personi transgender possono/vogliono procedere con la riattribuzione chirurgica del sesso.

Si stima che 1persona di genere maschile su 30mila ed una persona di genere femminile su 100mila sia transessuale. Tirando le somme sulla popolazione mondiale si stima che parecchi milioni di persone siano Trans. Non si tratta di piccoli numeri, ci sono al mondo etnie, gruppi religiosi o politici …giocatori di specialità sportive molto meno numerosi!

Eppure siamo culturalmente educati ad accogliere chi ha origine o interessi diversi dai nostri …ma nessuno ci ha insegnato a prevedere che nella nostra vita possiamo incontrare persone trans!!!

Tra questa grande popolazione T del mondo molti sono genitori…

Le persone trans sono genitori da relazioni eterosessuali precedenti alla transizione. 

Stasera vedremo insieme due film che hanno come protagonisti persone transessuali ed i loro figli che scoprono quando sono già grandi il “cambiamento” del loro genitore… e ne sono straniti!

Beh certo che ne sono straniti! Hanno scoperto da grandi che il genitore è una persona trans, caratteristica stigmatizzata nella nostra società e mai hanno sentito parlare con serenità di coloro che sentono forte il bisogno di rappresentarsi in modo non conforme al genere attribuito alla nascita :-)

Inoltre non è una caratteristica del genitore transessuale quella di allontanarsi/essere allontanato dai figli… noi conosciamo percorsi di transizione che hanno privilegiato la relazione genitore trans/figli con ottimi risultati… 

Rispetto a come i figli vivono la rivelazione e la transizione del genitore voglio parlarvi di alcune ricerche americane, in america le famiglie omo e trans genitoriali vengono studiate da almeno un trentennio quando in Italia se ne è appena cominciato a parlare… 

Una ricerca di qualche anno fa evidenziava che quando la qualità della relazione è buona, bambini cresciuti da genitori in cui uno dei due era transessuale non differivano da bambini cresciuti in contesti più tradizionali, né nello sviluppo psicosessuale né nello sviluppo dell’identità. 

Un’altra ricerca riscontrava che i bambini piccoli si adattano meglio al cambiamento di genere del genitore rispetto a figli adolescenti o giovani adulti.

I figli adolescenti o giovani adulti presentano grandi difficoltà nell’adattamento a causa dello stigma sociale e pregiudizio culturale nei confronti delle persone transessuali soprattutto quando esistono significativi conflitti familiari ! 

Una ricerca conclusa poco fa negli Stati Uniti (White, Ettner; Child Adolesc Psychiatry, 2007) ha indagato l’adattamento in bambini figli di transessuali.

Numerosi studi hanno analizzato gli adattamenti dei bambini ai divorzi o alle gravi  malattie dei genitori e sono stati individuati alcuni fattori protettivi ed alcuni fattori a rischio.

La ricerca parte dal presupposto che anche il cambiamento di sesso di un genitore richieda l’individuazione di fattori protettivi e di rischio, non perchè questo tipo di esperienza sia equiparabile qualitativamente a quella dei bambini che sperimentano il divorzio o la malattia dei genitori ma perchè il cambio di genere è un’esperienza poco frequente che molto spesso viene accompagnata da stigma sociale. 

La ricerca americana ha rilevato che

-       mediamente passano 9anni e mezza tra il momento in cui una persona rivela la propria transessualità al/alla consorte e l’intervento chirurgico

-       mediamente i figli scoprono il progetto di cambiamento di sesso del genitore verso i 12anni ed in media passa un anno tra la rivelazione e l’intervento.

-       Il livello di conflitto tra figli e genitore transessuale aumenta se vi  un maggiore intervallo di tempo tra la rivelazione e l’intervento

 Bisogna però dire che la ricerca evidenzia che l’accoglienza del progetto del genitore transessuale non implica che i figli ne parlino coi propri amici, cosa che secondo lo studio americano avviene solo nel 42% dei casi e da ragazzini che abbiano superato la fase puberale, cioè dai 14anni.

 Nella stragrande maggioranza dei casi i figli non riportano peggioramento del rendimento scolastico e quando il calo è grave si tratta di ragazzi che avevano sperimentato forti conflitti tra i genitori e percepivano il cambio di sesso come stigmatizzante.

 Vado a concludere:

i fattori primari che predicono il benessere del bambino e la minore conflittualità a livello relazionale tra figli e genitori sono

-       la giovane età dei bambini al momento del cambio del sesso: vivono il cambiamento con maggiore adattamento e l’esser stati coinvolti rafforza la relazione coi genitori permettendo il mantenimento di sane relazioni con entrambi;

-       la positiva relazione tra i genitori, o se sono presenti contrasti al momento dell’intervento chirurgico essi non persistano a lungo lasciando spazio  nuovamente alla valorizzazione di entrambe le figure.

-       La qualità della relazione tra bambino e genitore al momento del cambio del sesso è la premessa di una buona relazione a lungo termine;

-       lo stress elevato che possono sperimentare figli di transessuali deriva maggiormente dai conflitti familiari piuttosto che dal cambiamento di sesso del genitore; i figli che hanno sperimentato grandi conflitti tra i genitori dal momento della rivelazione al momento del cambio di sesso, tenderanno ad avere grandi conflitti anche successivamente.

-       anche lo stigma sociale percepito dai bambini a scuola può essere causa di decadimento scolastico

-       i figli che utilizzano il titolo del genitore pre-intervento e quelli che non hanno contatti con il genitore che ha cambiato sesso, sono i figli che maggiormente provano imbazzo. 

IL CAMBIAMENTO DI SESSO è UN’ANSIA PRODOTTA IN UNA CULTURA CHE PRESENTA I GENERI COME IMMUTABILI ED IL CAMBIAMENTO DI GENERE COME PATOLOGICO. (Lev, 2010)

Il Segreto di papà, o quello di mamma ..

E’ una bella sorpresa quello che la casa Editrice LO STAMPATELLO www.lostampatello.com regala per questo Natale a noi genitori rainbow.

Il libro “Qual è il Segreto di Papà” di Francesca Pardi illustrato da Desideria Guicciardini racconta infatti la comune storia di tutti noi babbi e mamme che ci scopriamo o accettiamo di essere gay e lesbiche quando già genitori. In Italia ci sono almeno 100.000 bambini che hanno un genitore che si riconosce come omosessuale, come afferma la ricerca ModiDi del 2008 condotta dal Ministero della Salute in collaborazione con Arcigay ( http://www.salutegay.it/modidi/ ), e la stragrande maggioranza vive proprio nella condizione descritta dal questo piccolo e importante libricino: ha entrambi i genitori biologici ma uno di loro ha preso poi consapevolezza della propria omosessualità.
Questi bambini troveranno risonanze e conforto in questa storia, che personalmente ci appartiene e sentiamo nostra, dato che troppo spesso queste situazioni sono vissute nel non detto, e il disagio e le difficoltà portano a tacere i propri vissuti e non condividerli anche per lungo tempo con coloro che sono a noi più cari, le nostre figlie e i nostri figli.

E questo libro non è solo utile ai ragazzi che vivono direttamente questa situazione: se gli verrà dato spazio negli scaffali delle scuole e delle biblioteche, se lo regaleremo a tutti i bambini, non solo ai figli di omosessuali, contribuirà ad un cambio di mentalità oggi quanto mai necessario.

La storia delicatamente accenna al disagio di un ragazzino e di una ragazzina di vedere il papà che si comporta stranamente, cosa che genera in loro mille pensieri diversi, dato che una cosa detta non vera non riesce mai a farsi comprendere a dei ragazzi svegli che osservano la realtà non attraverso le parole che gli si offrono, ma tramite i loro liberi occhi, potenti dell’intuizione e della comprensione di sentimenti ed affetti veri.

Questo disagio si volatilizza nel momento che si scopre che il loro papà, in realtà non stava nascondendo loro altro che .. che passava il suo tempo lontano da loro con la persona di cui si era innamorato: Luca, un uomo come lui, un uomo come il nuovo compagno della loro mamma..

E .. ma che problema è mai questo? Non è un problema certo per loro figli, se non fosse però che potrebbe essere visto come tale da altri.. perché da ragazzi si sa si parla di queste cose: di uomini che amano uomini e donne che amano donne come loro.. e se ne parla fra bambini fin dalle classi più piccole, senza offrire loro di conoscere questi temi con un presidio di educatori che potrebbero loro parlare delle diverse forme di affettività e introdurli senza pregiudizi alla visione vera dei sentimenti umani. Ma la sessualità in questo nostro paese è un tabù e su questo solo piano viene inquadrato il contesto delle relazioni omosessuali, senza considerare che esse sono relazioni affettive con le loro particolarità come ci sono in tutti i tipi di relazione . Ma per lo spauracchio del sesso ostracizzato dalle nostre culture  nessuno può essere titolato a parlarne ai più piccoli che la dovrebbero ignorare, salvo invece discorrerne insieme tra loro da soli, spesso portando la questione sul livello dello scherno e del dileggio di ciò che sembra diverso, che non si conosce che non si vede appunto.

Per questo l’iniziativa di questa casa editrice è preziosa nel contesto dei libri per l’infanzia e per i ragazzi, perchè mette in luce la necessità di azioni trasparenti: quella del genitore innanzitutto, prima di fronte ai suoi ragazzi e poi di fronte alle maestre, e poi quella delle stesse educatrici che trattano in modo trasparente e chiaro cosa sia l’omosessualità che non ha senso schernire o dileggiare perché non ha senso schernire o dileggiare l’eterosessualità, l’essere maschi o femmine, la propensione per uno o per l’altro sport, per l’uno o l’altro cantante.

Non compare nella storia altro che marginalmente il genitore eterosessuale che condivide con il genitore omosessuale la responsabilità della crescita e del benessere di questi bambini, c’è da dire che si dà per scontato l’appoggio e la condivisione di questi passaggi che però non sono affatto garantiti in realtà e richiedono da parte di entrambi i genitori una grande maturità e responsabilità nei confronti dei figli e comprensione del bisogno che i figli mantengono per entrambe le figure genitoriali e condivisione della situazione di fatto che nuova si è venuta a manifestarsi nella loro famiglia.

Rete Genitori Rainbow è nata proprio perché l’omosessualità di un genitore, la separazione, il coming-out ai figli si svolgano nel modo pulito, limpido e lineare che viene raccontato in “Qual è il Segreto di Papà?”. Per questo c’e’ tanto bisogno che la letteratura per ragazzi supporti questo percorso e contribuisca a costruire una mentalità non omofobica.

Un grande in bocca al lupo alle editrici, Francesca Pardi e a Maria Silvia Fiengo per questo bel progetto editoriale e anche a tutti noi genitori omosessuali e T* con figli da relazioni etero, loro figli, partner ed ex partner: Genitori Raibow, appunto!

 

un Progetto Fotografico sull’omogenitorialità

Rete Genitori Rainbow è felice di presentare un progetto fotografico sulla genitorialità omosessuale a cura di Alessandro Ozimo e della fotografa Alessandra Ferrua ( www.alessandraferrua.it ) una bella risposta alle farneticanti dichiarazioni di Giovanardi di questi giorni: siamo convinti che una immagine valga più di mille parole! Grazie ad Alessandro e alla sua spettacolare Ely!

Anche questa è Famiglia – L’amore non è un interruttore!

Evviva la neve

Vaccarello Delia

“Evviva la neve. Vite di trans e transgender”

Questo libro narra le migrazioni di genere, la lotta misteriosa e appariscente delle persone transgender, entra in sala operatoria, cattura l’istante in cui il sesso svanisce, quando il pene è demolito e i tessuti per costruire la vagina attendono: “Se non fosse per il colore rosso della carne, Daniela potrebbe essere un angelo. Daniela è senza sesso”. “Provate a chiudere gli occhi per cinque secondi, respirate lentamente, e immaginate che, una volta riaperti, 11vostro corpo sia quello di un topo, 0 semplicemente il corpo del sesso opposto al vostro” suggerisce Susanna. “Lo avete fatto? Il disagio che avete provato per quel piccolissimo istante immaginando una cosa così drammatica è quello che noi proviamo tutti i giorni. Non è divertente, vero? Ognuna di noi ha subito quel disagio per anni, altre per decenni, e voi, additandoci sul lavoro, per strada, non fate altro che aumentarlo, così da diventare dei carnefici spietati.” Sono vite offese dai pregiudizi che scuotono le nostre coscienze, dice Giovanni Bachelet. Voci sferzate dai rigori del gelo sociale che all’improvviso può allentarsi, svanire persino, se a un tratto, morbida, cade la neve.
Sono presenti testimonianze di genitorialità trans (due persone parlano del rapporto con i loro figli) e di vita vissuta dai ragazzi, figli di persone trans. Il titolo trae origine dal racconto di Federica, figlia di Francesca (4 anni fa Francesco).

Vaccarello Delia  “Evviva la neve. Vite di trans e transgender”  Mondadori, 2010