Firenze 18 Maggio – Seminario Esperenziale sull’omofobia interiorizzata
Rete Genitori Rainbow
genitori lgbt con figli da relazioni etero
associazione di volontariato
Laboratorio esperenziale sull’omofobia e transfobia interiorizzata.
di Elisa Brigiolini e Daniel Giunti,
Psicologi Psicoterapeuti
Collaboratori di Rete Genitori Rainbow
Firenze – Sabato 18 Maggio 2013 – orario 10-13/ 14-17
E’ acclarato quanto l’omofobia interiorizzata influenzi il comportamento di ognuno di noi e questo si dimostra tanto più vero e deleterio nella delicata condizione di genitori che si scoprono omosessuali nel contesto di una relazione eterosessuale.
Questo laboratorio mira all’acquisizione di autoconsapevolezza, al riconoscimento della propria omofobia interiorizzata, alle emozioni ad essa associate e a come queste influenzano i vari ambiti della nostra quotidianità, per una sua possibile gestione.
La partecipazione sarà attiva.
Costo a persona 55€ ( 45€ per Soci Rete Genitori Rainbow )
Il seminario si terrà con un numero minimo di 8 persone, prenotazione obbligatoria
per informazioni info@genitorirainbow.it – tel. 392 7063590
l’Assemblea di Firenze del 14 Aprile 2013 approva la Carta Etica dell’associazione Rete Genitori Rainbow
L’assemblea dei Soci di Rete Genitori Rainbow, in data 14 Aprile 2013 ha approvato con la totalità dei voti espressi la Carta Etica dell’associazione.
La Carta Etica o Carta dei Diritti e delle Responsabilità, riunisce in un documento le aspirazioni e le finalità associative incorporate nello statuto dell’associazione Rete Genitori Rainbow, declinandole nei termini di diritti e doveri dei genitori, come diritti e doveri nei confronti delle figlie e dei figli, come impegno e responsabilità per i/le soci/e e le/gli assistite/i di Rete Genitori Rainbow, al fine di favorire la massima collaborazione fra tutte le persone della rete affettiva e familiare dei singoli e delle singole, indipendentemente dalla loro identità di genere, dal loro orientamento sessuale, per la massima realizzazione crescita e maturazione di tutte le persone coinvolte, specie se minori.
RGR incontra l’associazione LUI
l’RGR day di Pisa del 25 Febbraio scorso si è svolto ospitati nella sede di Arcigay Pisa con l’apporto e il contributo fondamentale dell’Associazione LUI Livorno Uomini Insieme www.associazionelui.it
LUI aderisce alla Rete degli uomini di Maschile Plurale (www.maschileplurale.it) e si occupa tra l’altro di inteventi formativi per stimolare una nuova modalità di vivere la dimensione maschile e contro la violenza di genere.
Dalla loro pagina web così si descrivono:
“.. LUI si pone l’arduo obiettivo di diventare un punto di riferimento per un confronto con tutti quegli uomini che vogliono avviare un percorso di introspezione sul significato di “essere maschi” nella società di oggi, iniziando così una riflessione critica sui modelli dominanti di mascolinità, accogliendo tutti quegli uomini che vorranno dire la loro sulla violenza, sui rapporti tra sessi, sulle nuove problematiche sociali degli uomini, su culture e linguaggi generati dal patriarcato, a partire dalla loro identità e dalle loro esperienze di vita.”
Li abbiamo incontrati per conoscerci, per imparare da loro e dal loro approccio dialogante, abbiamo teso una mano e abbiamo accolto la loro che era rivolta verso di noi, è stato un incontro ricco di emozioni, di scoperta e di nuova conoscenza, ricca di speranze e di aspettative, che ci liberasse di quei vincoli sessisti che ci hanno negli anni della nostra adolescenza imbrigliati e incasellati in una dimensione del maschile ( così come del femminile ) nella quale non ci riconoscevamo, che ci stava stretta e che ci ha condizionato verso una dimensione di vita non perfettamente nostra. Oggi siamo genitori e con i nostri figli stiamo riscoprendo quanto la libertà di essere sé stess* sia fondamentale per permettere a ciascuno di costruire una identità salda e rispondente alla nostra realtà. Abbiamo trovato in loro empatia e comprensione e con loro speriamo di mettere in piedi un percorso di reciproco arricchimento, che ci consenta di imparare gli uni e le une, dagli altri e dalle altre, per una civiltà nuova, rispettosa delle individualità e delle differenze di ogni genere. Grazie Associazione LUI.
Riportiamo dal loro sito l’articolo che descrive il nostro incontro
26 febbraio 2013 - Anche “loro” genitori di “serie A”
Nell’ipocrisia della società di oggigiorno capita spesso di ascoltare giudizi sferzanti riguardo a realtà che non si conoscono o di cui si conoscono solo gli stereotipi.
E’ proprio per questo che scrivo questo breve articolo, al fine di dare “cassa di risonanza” ad una realtà che abbiamo avuto il piacere di conoscere noi di LUI: sto parlando della realtà italiana della Rete Genitori Rainbow (www.genitorirainbow.it), ossia “genitori LGBT con figli da relazioni etero”.
Lascio alla vostra curiosità l’approfondimento sulla storia di questa importante associazione, andando a sbirciare sul loro sito web, per concentrarmi maggiormente sul “vissuto” dell’esperienza di domenica scorsa.
RGR ci ha gentilmente invitato, come associazione LUI, a partecipare ad un incontro a Pisa, al fine di presentare il nostro progetto, le finalità, le attività, più un “focus” sull’istituto della Mediazione familiare.
L’occasione è stata lieta per aprire un percorso di scambio tra le due esperienza associative, ma, soprattutto, per raccogliere testimonianze ed istanze fino a ieri a noi poco conosciute.
Abbiamo ascoltato storie di uomini di orientamento omosessuale, relativamente alla propria esperienza di vita: quello che mi ha più colpito è stata la profonda sensazione di “volontà genitoriale” che traspariva nelle parole dei presenti: la prima preoccupazione riguardava la prole e non loro stessi.
Ecco come è caduto il primo stereotipo, ovvero quello di ritenere il genitore LGBT, a prescindere, incapace di sostenere il proprio ruolo di “creatore di vita”.
Quando F. ha iniziato a parlare della relazione con la figlia, del proprio ruolo di padre, mettendo l’accento sul “benessere” della figlia, mi sono accorto della genuinità del suo vissuto, dell’attenzione con la quale ha cercato di proteggere l’incolumità della bambina, senza però mentirle.
L’equilibrio tra le esigenze di “protezione” e “verità” è stato il fattore predominante nei racconti dei genitori rainbow, cioè la volontà di non rinnegare sé stessi e la propria volontà affettiva, ed al contempo salvaguardare la serenità dell’età infantile dei figli.
E’ interessante riflettere su ciò che è chiaramente emerso dalle testimonianze, ossia come l’ansia da “dichiarazione di orientamento sessuale” verso figli, in realtà, fosse sentita più dai genitori che dai figli.
Dalle storie ascoltate, spesso, i figli hanno accolto la comunicazione di “nuovo orientamento sessuale” del genitore rispondendo che “già avevano capito tutto” e che questo non avrebbe modificato l’affetto nei loro confronti.
Certo, si è parlato anche di dolore, di quel dolore – come ci raccontava V. – che si ha nel cercare continuamente di leggere attraverso gli occhi dei figli, sperando di non aver distrutto il proprio ruolo genitoriale, la propria credibilità, fino allora costruiti con fatica ed impegno.
Si è parlato anche di figli che non hanno accettato le determinazioni genitoriali.
Si è parlato della paura del bullismo e delle vessazioni contro i figli di genitori rainbow, sulla base dell’omofobia dilagante.
Si è parlato della preoccupazione nel gestire il rapporto post-coniugale, con dignità, cercando di non sfociare in guerre giudiziarie, con i figli posti come “merce” di contesa.
Prendere la decisione di fare i conti con sé stessi non è mai facile, ed in generale è segno di maturità e senso di responsabilità: quando G. ha raccontato dell’aiuto datogli dalla propria ex moglie nella “gestione” della comunicazione di “coming out” alla propria figlia, ho avuto la conferma di come nel mondo esiste anche il bene.
Una moglie che comprende il marito (anche in questa occasione) e per questo lo aiuta, nel supremo interesse della figlia in comune, è Amore (con la A maiuscola).
Poi si può avere tutte le opinioni del mondo, si può anche non condividere le scelte, ma l’amore deve essere valorizzato anche, e soprattutto, in questi contesti speciali, per questo vogliamo dargli spazio nel nostro sito.
L’emozione grande è stata anche quella di percepire la felicità di RGR nel dialogare con una associazione come LUI, tra le cui fila è presente una maggioranza maschile eterosessuale: una sorta di speranza per la società futura, il “dialogo”.
La potenza del “dialogo” ha travalicato gli stereotipi che i media ci presentano, concedendoci l’opportunità del reciproco ascolto, senza aver timore di non avere la possibilità di raccontarci per bene.
La sensazione, come diceva V., è che la difficoltà maggiore stia nel superamento degli ostacoli “presunti” e non di quelli “reali”.
Il solo fatto di stare insieme a parlare di queste tematiche, evitando pregiudizi e giudizi, è un risultato che ha una portata maggiore rispetto a quella di una piccola riunione domenicale, sperando sia foriera di “emulazione” nella società civile.
Talvolta, per metterci in ascolto, dobbiamo attuare una delle “7 regole dell’arte dell’ascoltare” teorizzate da Marianella Sclavi: “Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva”.
(Gabriele Lessi per LUI)
Cosa pensa Giacomo di sua mamma lesbica e di suo padre gay
Giacomo è in seconda superiore. Quello che segue è il tema svolto in classe a conclusione delle attività sulla Giornata della Memoria.
Diversità.
Chi può decidere cos’è normale? Siamo tutte persone di questo mondo e non penso che una persona possa decidere della vita di un’altra. Nessuno dovrebbe passare la propria esistenza in condizione di schiavitù, costretto a cambiare paese, a nascondersi per evitare violenze determinate dai propri modi di pensare, dalle proprie credenze, diverse da quelle di chi vuole un mondo uguale, monotono. Non sono poche le persone secondo le quali la diversità è un bene, ma sono altrettante quelle che credono il contrario. Tutti subiscono violenze e tutti ne sono artefici.
Entrambi i miei genitori sono omosessuali, separati e in OTTIMI rapporti. Io subisco piccole violenze ogni giorno. Non da loro. Dal mondo circostante. Non è facile dover sempre raccontare agli amici vere e proprie “balle” (scusate il termine) per nascondere la verità. Bisogna nasconderla per paura di essere emarginato, di essere preso in giro. Sono pochi i miei amici che lo sanno.
Il mondo non è ancora pronto per conoscere sempre la verità. La gente vuole respirare solo aria pura, ma non si accorge che il 99% di essa è “infestata” dal diverso. Le persone che dicono di essere normali, in realtà sono immerse in un mondo completamente diverso. Basterebbe che aprissero gli occhi. Ogni volta che camminiamo per strada siamo continuamente a contatto con persone estranee alla nostra mentalità: spesso incontriamo persone che crediamo di odiare ma che non conosciamo neanche.
Il mondo provoca violenze ogni momento, a ogni respiro, ma non si accorge che, se le persone iniziassero ad essere più tolleranti, le guerre di cui tanto abbiamo paura non esisterebbero. non esiste “la via per la pace”, la pace è la via. Le persone sono semplicemente diverse le une dalle altre, non sono pericolose. Un esempio è quello di mia sorella che va a cavallo con la fidanzata di mia madre o io che spesso viaggio d’estate con mio padre e il suo partner simpaticissimo, sul suo vecchio furgoncino hippy. Insomma, a me non sembrano pericolosi ma, anzi, divertenti. Questo è dimostrato dal fatto che ridiamo per più dei due terzi del tempo che trascorriamo insieme. Il massimo della violenza che posso subire è quella di lavare i vetri al vecchio furgoncino di Aldo.
Non penso che il “diverso” sia uguale a “male”. Credo fermamente nel contrario. Nulla giustifica una violenza, una persecuzione, un assassinio. Nulla però giustifica le persone che con intenzioni vendicative perseguono i propri vecchi persecutori, perché la situazione si capovolgerebbe soltanto e non cambierebbe nulla. Oltre a imparare a tollerare bisogna imparare anche a perdonare. Finché questi due valori non saranno rispettati le guerre continueranno ad esserci all’infinito. Perché si sa, la cipolla che fa ridere non è stata ancora inventata!
grazie Giacomo da parte di tutti i genitori di Rete Genitori Rainbow!
Tesseramento 2013
E’ partito il Tesseramento 2013 dell’Associazione “Rete Genitori Rainbow”: genitori gay, lesbiche e t* con figli da relazioni etero
L’Associazione di Volontariato “Rete Genitori Rainbow” (www.genitorirainbow.it) entra nel terzo anno di vita con nuovi progetti: seminari con psicologi specializzati, sviluppo della help-line telefonica e del forum on-line, incontri RGR-DAY e gruppi di auto-aiuto, iniziative culturali (ebook, tavole rotonde, ecc.) e tanti altri progetti in corso di definizione, senza far mancare il proprio contributo al movimento LGBT.
Per realizzare tutto questo e aiutare i genitori LGBT a vivere serenamente la propria condizione, Rete GenitoriRainbow ha bisogno del sostegno di tutte le persone convinte dell’importanza di andare incontro ai reali bisogni dei genitori gay, lesbiche e t* con figli da relazioni eterosessuali.
L’ invito quindi e’ a diventare soci prendendo la “Tessera RGR 2013″.
Le modalità di pagamento della quota annuale (20 euro) sono descritte sulla pagina web www.genitorirainbow.it/
Se hai voglia di dare supporto a chi ha preso consapevolezza della propria vera identità dopo essere diventato genitore, noi di Rete Genitori Rainbow saremo felici di accoglierti nella comunita’ dei soci per incontrarci e realizzare insieme tanti progetti!
L’esecutivo Rete Genitori Rainbow
Fabrizio Paoletti, Cecilia d’Avos, Valentina Violino.
Intervista di GaiaItalia a Cecilia d’Avos
Gaia italia ha pubblicato l’intervista a Cecilia d’Avos cofondatrice e copresidente di RGR.
http://www.gaiaitalia.com/2013/02/gaiaitalia-com-intervista-a-cecilia-davos-presidente-della-rete-genitori-rainbow/
Gaiaitalia.com: Intervista a Cecilia d’Avos, co-presidente della Rete Genitori Rainbow
gaiaitalia.com - 12 febbraio 2013
Sull’omogenitorialità in Italia ne abbiamo sentite tante, ne abbiamo lette tante, che volevamo parlare con alcuni protagonisti di questa dura battaglia per l’uguaglianza di tutti. La Rete Genitori Rainbow, la sua co-presidente Cecilia d’Avos, hanno accettato il nostro invito e hanno risposto alle nostre domande, poste con lo spirito di comprendere e far comprendere cosa significa l’omogenitorialità in Italia nella vita quotidiana.
L’intervista:
Innanzitutto è chiaro che le persone a cui vi rivolgete come associazione di famiglie omogenitoriali non sanno nulla di voi… Aiutiamole.
Cecilia d’Avos: Rete Genitori Rainbow è una associazione di genitori, ancor prima che di famiglie, ed in particolare si rivolge alle madri e ai padri, omosessuali e trans con figli da precedenti relazioni etero. RGR nasce per supportare i genitori LGBT nel proprio percorso di consapevolezza. Per conoscerci meglio ci sono tanti modi: visitare il sito internet www.genitorirainbow.it che è una miniera di informazioni e testimonianze, entrare in contatto con noi tramite Twitter e Facebook, partecipare agli incontri di accoglienza: gli “RGRday” che organizziamo nelle principali città (il prossimo è il 24 febbraio). In particolare, per i “genitori rainbow” e i loro compagni abbiamo creato un forum gratuito e anonimo (www.genitorirainbow.it/forum), dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, seminari con psicologi specializzati e anche una Linea telefonica di ascolto (i volontari rispondono il lunedi dalle 20.30 al numero 06-991.96.976) .
In questo paese c’è l’abitudine di giudicare prima – soprattutto quando non si conosce – e decidere sulla base di un pregiudizio. I vostri figli come vivono tutto questo?
Cecilia d’Avos: I nostri figli sono nati in un contesto eterosessuale, e il nostro coming out verso di loro può avvenire in età diversissime: alcuni genitori hanno detto di sé quando i figli erano ancora molto piccoli, altri invece, per paura o perché loro stessi hanno preso consapevolezza in età più avanzata, hanno fatto coming-out a figli ormai adolescenti. I nostri figli, quando vengono a conoscenza dell’identità/orientamento del loro genitore, iniziano a prendere le misure con il pregiudizio diffuso che ci circonda.
Sicuramente nelle scuole c’e’ bisogno di formazione per tutto il personale, che spesso non è preparato di fronte ai nostri temi. Rete Genitori Rainbow sta iniziando ad operare, assieme ad altre associazioni, anche sul versante della scuola. Devo dire però che in molti casi sono i ragazzi stessi, soprattutto i più grandi, a intervenire a scuola e con gli amici sui temi della discriminazione e dell’omosessualità, controbattendo chi ragiona in termini aprioristici.
E voi come vivete tutto questo?
Cecilia d’Avos: i genitori all’inizio del percorso di consapevolezza sono spesso schiacciati dalla paura e dai quei pregiudizi di cui parlavamo. Per arrivare alla visibilità in famiglia è necessario un percorso di empowerment, ed è proprio questo uno dei principali obiettivi della nostra associazione: offrire gli strumenti per arrivare a una maggiore consapevolezza della propria condizione di omosessuale o trans e del proprio ruolo genitoriale. L’esperienza ci ha fatto vedere come i genitori che arrivano a parlare con sincerità ai figli e alle altre figure affettivamente importanti si sentono sollevati da un peso, e più forti di fronte allo stigma e al pregiudizio. Nel mio caso, ad esempio, il rapporto con mia figlia è migliorato dopo che ho fatto coming-out. Confesso che siamo veramente soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo con Rete Genitori Rainbow e dei feedback che ci arrivano.
Negli USA al momento della visibiltà delle prime famiglie omogenitoriali il bullismo nelle scuole si manifestava attraverso l’epiteto di FAG BABY, orribile, ma efficace… In Italia com’è la situazione?
Cecilia d’Avos: purtroppo il bullismo omofobico è una realtà ed è veramente un cancro da estirpare. Può colpire i ragazzi che si allontanano, con i loro comportamenti, dalla norma (pensiamo al caso tristemente famoso del quindicenne “con i pantaloni rosa”, che è arrivato a togliersi la vita qualche mese fa a Roma), ma anche i figli di persone omosessuali possono essere bersaglio di scherno. Come dicevo prima, la scuola è un altro dei temi importanti su cui Rete Genitori Rainbow sta lavorando sul territorio.
Come mai parlano di rispetto della famiglia personaggi che di famiglie ne hanno più di una, hanno diverse amanti e sono moralisti solo quando si parla degli altri? Come dialogate con questa gente?
Cecilia d’Avos: Spesso chi si erge a moralista è il primo a non comportarsi secondo le stesse norme che declama, ma il metodo “Boffo” (direttore dell’Avvenire sula cui omosessualità Feltri aveva rivelato indiscrezioni), ovvero gettare fango sull’interlocutore, non ci appartiene. I genitori omosessuali esistono e sono genitori come gli altri: buoni e meno buoni. Noi vogliamo sottolineare questa realtà con le nostre vite e con i tanti autorevoli studi che sono stati fatti sulla materia. Non ci serve scendere al livello dei nostri detrattori.
Si parla anche spesso di tutela del bambino, quando di fatto si circonda il bambino del pregiudizio legato a tutto ciò che “non avrebbe” senza vedere ciò che invece “ha…”
Cecilia d’Avos: L’idea che il bambino abbia bisogno di una coppia genitoriale composta da persone di sesso diverso e’ ampiamente smentita dai fatti e dagli studi. I figli crescono benissimo con “genitori singoli”, come spesso accade anche nel mondo eterosessuale, quando dopo una separazione uno dei genitori si eclissa oppure quando uno dei due muore. Ma crescono bene anche quando le figure di riferimento sono dello stesso sesso. Le ricerche che lo confermano sono ormai tante e autorevoli.
Il vostro impegno futuro in un paese dove le coppie dello stesso sesso non godono di alcun diritto sembra quasi una battaglia alla Don Chisciotte…
Cecilia d’Avos: Mentre Obama parla della piena parità “con le sorelle lesbiche e i fratelli gay”, mentre in Francia e in Inghilterra il matrimonio egualitario diventa legge, da noi i politici sono ancora ad una timida promessa di diritti per le coppie di fatto. Siamo indietro rispetto agli altri paesi evoluti, ma non ci scoraggiamo: nemmeno troppi anni fa i divorziati erano guardati con sospetto e i loro figli portavano uno stigma, qualche anno ancora prima alle donne era preclusa la carriera in magistratura, solo per fare due esempi. Voglio pensare che non sia una battaglia alla Don Chisciotte, e ritengo si stiano facendo passi importanti per affermare in Italia un pensiero laico su questi temi.
I vostri figli vengono da precedenti relazioni, come avete loro spiegato la nuova situazione? 
Cecilia d’Avos: Come dicevo, è importante che il genitore faccia un percorso di consapevolezza, scrollandosi di dosso un po’ delle inevitabili paure iniziali, anche per essere pronto anche a sostenere i figli di fronte a questo cambiamento. Fare coming-out solo per togliersi un peso di dosso può non rivelarsi la scelta migliore. Per questo Rete Genitori Rainbow organizza incontri e anche seminari con psicologi specializzati, l’ultimo si intitolava proprio “Dire, non dire: figlie, figli e coming-out”. Abbiamo constatato che, a dispetto delle paure che ci frenavano, la relazione genitore-figlio va a migliorare dopo che la si impronta alla sincerità. Ovviamente non ci sono ricette sul come e quando affrontare l’argomento, anche se molti psicologi invitano a parlarne serenamente ai figli quando ancora sono piccoli. Per quanto riguarda me, il coming-out a mia figlia è un momento che oggi ricordo volentieri: aveva 14 anni e mi chiese a bruciapelo se fossi lesbica. Ero nel mezzo di una difficile separazione legale, ma decisi di non mentirle. Dopo aver parlato a lungo e averle fatto vedere le foto del Pride, mi disse una frase che non dimentico: “Mamma, sono orgogliosa di te perché vuoi essere te stessa anche se è difficile”. Oggi Francesca ha quasi vent’anni e ha partecipato, assieme al suo ragazzo, al Roma Pride per sostenere Rete Genitori Rainbow.
Da dove viene il pregiudizio che famiglia omogenitoriale = figli omosessuali (a parte dall’idozia, che è palese)…
Cecilia d’Avos: è un pregiudizio che fonda le radici nell’idea che l’omosessualità sia”contro natura”, una sorta di malattia… e per di più contagiosa! C’è da ripetere fino alla nausea che, come ha affermato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’omosessualità è semplicemente una “variante” della sessualità umana. I nostri figli saranno omosessuali o eterosessuali nella stessa misura in cui lo è la popolazione in generale. E’ vero piuttosto che i figli di persone omosessuali si dimostrano aperti e accoglienti verso ogni diversità, e questo, da madre, mi sembra sinceramente un ottimo risultato educativo!
Cosa manca a questo paese per essere un paese civile sul tema dei diritti di tutti?
Cecilia d’Avos: Servono leggi che non siano elemosine, che non releghino i nostri diritti a una questione di serie B. Serve il matrimonio egualitario, la possibilità di adottare per singoli e per tutte le coppie. Servono le stesse tutele, in termini formali e sostanziali, di cui godono le persone eterosessuali. Ma abbiamo bisogno anche di fare tanta cultura laica, per smantellare il pregiudizio che i vertici della chiesa cattolica contribuiscono a diffondere.
C’è una storia di ordinaria discriminazione che volete o potete raccontarci?
Cecilia d’Avos: preferisco parlare di una storia di ordinaria giustizia, che ci riguarda molto come “genitori rainbow”, piuttosto che buttarla sul vittimistico. In una recente sentenza di separazione giudiziale a causa omosessuale, il padre aveva chiesto l’affido esclusivo dei figli perchè la madre aveva una relazione con una donna. Il giudice ha ribaltato la questione, stabilendo che i figli fossero invece affidati alla madre perché sarebbe stato negativo per loro vivere con un padre così omofobo! Questo anche per dire che i giudici sono spesso molto più avanti dei legislatori, e che la prima paura dei genitori omosessuali (quella di perdere i figli) è largamente smentita dai più recenti orientamenti giurisprudenziali.
In conclusione, quanto lavoro c’è ancora da fare?
Cecilia d’Avos: Il lavoro da fare è tanto, ed è su piani differenti. C’e’il sostegno alla persona-genitore, che è la nostra prima mission. Ma c’è anche un gran lavoro da fare con le istituzioni, con la cultura, e a livello politico. E di certo Rete Genitori Rainbow non si tira indietro su nessuno di questi fronti.
Cecilia d’Avos vive a Roma e ha 52 anni. Separata con due figli maggiorenni, lavora nei servizi informatici di una grande azienda. E’ co-presidente e co-fondatrice dell’associazione Rete Genitori Rainbow (www.genitorirainbow.it). Ha fatto parte del Coordinamento delle “Cinque Giornate Lesbiche” ed è attiva nell’associazionismo LGBT.
14 Febbraio 2012 – Delia Vaccarello sull’Unità parla di RGR
La paura dei “genitori rainbow”? Darne notizia ai figli.
Quasi centomila i ragazzi nati nelle precedenti relazioni etero da uomini e donne omosessuali.
La paura più grande dei genitori gay è che i figli possano dire: sei omosessuale? E io non ti voglio più bene.
Sono circa centomila i figli degli omosessuali che vivono nel nostro paese, la stragrande maggioranza di questi è nata nell’ambito di relazioni che precedono la scoperta di sé da parte di mamme e papà gay. Una lesbica su 5 sopra i 40 anni ha figli, come pure il 17,7 per cento dei gay della stessa età (dalla ricercawww.salutegay.it/modidi ). Ma come arrivano al fatidico coming out? I timori non sono pochi.
Il primo passo viene fatto con il coniuge, racconta Cecilia d’Avos, co-presidente e co-fondatrice di Rete Genitori Rainbow (www.genitorirainbow.it), associazione che fornisce supporto e assistenza ai genitori gay lesbiche e trans con figli da precedenti relazioni etero. “Siccome la giurisprudenza non è omogenea, gli avvocati spesso consigliano di rivelarsi al coniuge dopo la separazione”. L’ultima sentenza della Cassazione va nella direzione opposta, e non è la sola, ma la tendenza dei giudici non è scontata. Il fenomeno è rilevante, basti pensare che ben l’11 per cento delle separazioni non consensuali è dovuta alla omosessualità di uno dei due coniugi. Il percorso che porta alla rivelazione di sé appare delicatissimo. “E’ fondamentale che il genitore faccia un lavoro con se stesso, il coming out non deve essere “adesso butto là questa cosa e non ci penso più”. Con Rete Genitori Rainbow vogliamo creare consapevolezza attraverso il confronto con gli altri che hanno vissuto la stessa esperienza”, aggiunge d’Avos.
Ma se ne potrebbe fare a meno? Il genitore potrebbe scegliere di tacere? Sembra di no, quasi sempre arriva un momento in cui la rivelazione al coniuge e ai figli viene vissuta come una imperiosa esigenza. Daniela Morabito, referente dell’associazione per il Lazio, aggiunge: “Più il figlio è piccolo meglio accetta. Psicologi interpellati suggeriscono di dirlo il più presto possibile. Il figlio ha 8 anni? Diglielo subito, non aspettare. Più piccoli sono e meno risultano condizionati. I ragazzi hanno meno timori. Provano quasi sempre la paura dell’abbandono al momento della separazione, vivono il timore di non sapere come andrà a finire…ma questo li accomuna a tutti gli altri figli di genitori separati”. I figli dei genitori rainbow, a differenza di quelli nati da coppie omogenitoriali con la fecondazione assistita, hanno i diritti, hanno un padre e una madre riconosciuti dalla legge. La loro è piuttosto una situazione delicata sul piano relazionale.
Prosegue Daniela Morabito: “Mia figlia che è adolescente mi ha detto “non voglio un papà donna”, io le ho risposto che un papà ce l’ha ma che sarà possibile che io abbia una compagna”. La posizione dei nuovi compagni dei genitori gay e lesbiche non è semplice, spesso non desiderano assumere ruoli genitoriali, a volte per non andare incontro a dolorosi rifiuti e delegittimazioni.
“Ho fatto coming out con i miei ragazzi quando erano adolescenti – racconta Cecilia d’Avos -. Mia figlia mi ha detto: “papà dice che ti vuoi separare perché sei lesbica, ma tu sei lesbica mamma?”“ Sì, Francesca, sono lesbica”. E lei: “Comeeeeee?” poi le spiegato: “Fino adesso non mi sentivo pronta a dirvelo”. La sincerità ha messo il rapporto su posizioni adulte e i nodi lentamente si sono sciolti”.
Sul sito di Rete Genitori Rainbow c’è la possibilità di accedere a un forum dedicato che garantisce l’anonimato dei partecipanti e permette il confronto. L’associazione organizza anche gruppi di auto-aiuto e meeting a tema. Esiste anche una Linea di ascolto attiva il lunedì sera dopo le 21.30 (tel. 06-991.96.976). Tra i progetti in cantiere, interventi di formazione nelle scuole, nelle ASL e nei tribunali.
Genitori per Sempre – Omosessualità e Genitorialità – una tesi di Laurea
Con piacere pubblichiamo un estratto dalla tesi di Baccalaureato in Pedagogia Sociale, dal titolo “GENITORI SEMPRE – Omosessualità e genitorialità”, con cui il 5 febbraio 2013 Alessandra Bialetti si è laureata cum laude presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione della Pontificia Università Salesiana.
La dott.ssa Bialetti ha analizzato in particolare due aspetti del tema: la situazione del genitore che, dopo un percorso di vita eterosessuale, scopre o si riappropria del proprio orientamento sessuale, e quella del genitore che viene a conoscenza dell’omosessualità del figlio. Due aspetti che vedono Rete Genitori Rainbow da un lato, e Agedo dall’altro, protagoniste nel panorama associazionistico.
Crediamo importante che le tematiche della genitorialità LGBT, ed in particolare le strategie di sostegno ai genitori con figli da relazioni eterosessuali, siano oggetto di studio anche in ambito cattolico.
E ci congratuliamo con Alessandra Bialetti per l’impostazione, innovativa e scevra da pregiudizi, che ha dato al proprio lavoro.
NEW * – DOWNLOAD
da questo LINK è possibile scaricare il testo integrale della tesi rilasciato sotto licenza Creative Commons:
Tesi GENITORI SEMPRE – Alessandra Bialetti
RGR attiva anche a Roma un gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto per genitori LGBT con figli da relazioni eterosessuali
Dopo l’esperienza di Torino Rete Genitori Rainbow lancia anche a Roma l’iniziativa del gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto per genitori LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans) con figli da relazioni eterosessuali.
In Italia sono centomila i figli con almeno un genitore omosessuale, e la stragrande maggioranza è nata all’interno di una relazione eterosessuale. E’ un fenomeno rilevante ma sommerso: questi genitori spesso vivono la nuova dimensione nell’ombra e nel timore di rivelare la loro identità alle persone più care e ai figli.. hanno necessità di confronto e supporto per rifondare su nuove basi la loro nuova vita nella pienezza ed autenticità del rapporto con i figli, partner ed ex-partner.
L’associazione Rete Genitori Rainbow lancia a Roma un gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto dedicato a supportare i genitori LGBT, e i loro compagni e compagne, a rafforzare la loro identità e ad affrontare costruttivamente la propria condizione, confrontandosi con altri genitori che hanno vissuto la stessa esperienza ed i loro partner.
La partecipazione è gratuita ed è garantita la riservatezza.
Il gruppo è guidato da facilitatori che vivono questa condizione in prima persona.Gli incontri si terranno in zona Prati, di norma il primo e il terzo giovedì del mese, dalle 20.30 alle 22.30, a partire dal 7 Febbraio 2013.
Informazioni: lazio@genitorirainbow.it - cell. 347-1439738
La sentenza della Cassazione, un’importante conferma per i genitori rainbow
Leggiamo con soddisfazione la conferma di una ulteriore sentenza della corte di Cassazione che considera ingiustificate le pretese ragioni di un genitore che chiedeva di togliere l’affido alla mamma di un bambino perché lesbica e convivente con la sua compagna.
Che l’esercizio delle funzioni genitoriali e il sano sviluppo psicofisico di un bambino non sia infatti in nessuna relazione con l’orientamento sessuale dei suoi genitori è da anni avvallato da studi scientifici e pronunciamenti delle associazioni dei Pediatri e degli Psicologi Americani.
In questo paese però i figli di separati spesso non vengono a sapere per molto tempo dell’orientamento sessuale del genitore omosessuale, che purtroppo tende a nascondere la sua condizione ai figli, complice il clima omofobico e di condanna della società che la politica negli anni non ha contribuito ad alleggerire.
Siamo confidenti che oggi le mamme lesbiche e i padri gay riescano sempre di più a dare evidenza del loro orientamento sessuale ai propri figli e agli ex partner, ma sappiamo bene anche che tante situazioni sono spesso non palesate per l’estremo timore sull’affido dei figli e per le possibili ritorsioni a danno del genitore omosessuale che in taluni casi possono arrivare a comportamenti vessatori e anche violenti. Questa sentenza ci aiuta a vedere un futuro più roseo per le nostre situazioni, per poter crescere in serenità i nostri figli nella piena trasparenza e verità dei nostri affetti di fronte a loro.
Rete Genitori Rainbow
NOTA. La realtà italiana si attesta su numerosi casi di separazioni che vedono uno dei due coniugi omosessuale ( 11% delle separazioni giudiziali nel 2010 secondo i dati dell’associazione degli avvocati matrimonialisti AMA, non è noto il dato delle più numerose separazioni consensuali ). Hanno almeno un figlio il 20,5% delle lesbiche oltre i 40 anni e il 17,7 dei gay italiani (Ricerca MODIDI. Ministero della Salute e Arcigay, 2005). E il 76% di questi figli è stato concepito in relazioni eterosessuali. 100000 figli di omosessuali è una stima prudente derivata da questi numeri.
http://www.lettera43.it/stili-vita/corte-di-cassazione-primo-si-alle-adozioni-gay_4367579537.htm
RGR in breve
Informazioni sulle principali iniziative e servizi di Rete Genitori Rainbow, genitori Lesbiche gay bisessuali e trans con figli da relazioni etero.
tutti i Lunedi dalle 21:30 alle 23:30 consultare il calendario RGR per eventuali variazioni |
|||||||
Sono attivi i Gruppi Genitori Rainbow di Torino, Genova, Milano, Nord Est, Emilia Romagna, Toscana e Roma. Entra in contatto con le varie comunità nazionali e locali sul Forum RGR www.genitori rainbow.it/forum. Per informazioni e per costituire un nuovo gruppo nella tua città scrivici a info@genitorirainbow.it. |
|||||||
|
Iniziative in corso |
|
||||||
|
Notizie in Evidenza |
Segui i link per i dettagli | ||||||
| click per tutti gli eventi di Rete Genitori Rainbow |
5 Maggio 2013: RGR day per IFED
Il 5 Maggio RGR Celebra la giornata IFED (International Family Equality Day) con una tornata di Incontri RGR day attualmente previsti a Torino, Milano, Genova, Pisa e Roma.
Gli incontri sono rivolti a chi, frequentatori del forum, iscritti alla newsletter, simpatizzanti, e’ interessata/o al progetto di Rete Genitori Rainbow, associazione nata per dare supporto ai genitori omosessuali e transessuali con figli da relazioni etero.
Sono queste le occasioni per conoscerci dal vivo, per dare un volto ai nick del forum, per parlare dei problemi dei genitori omosessuali, dei loro compagni e dei loro figli, per conoscere i servizi che Rete Genitori Rainbow gia’ offre o ha in cantiere.
Questo appuntamento è previsto in sei citta’: Torino, Milano, Genova, Pisa e Roma con un diverso calendario
Torino, insieme a Famiglie Arcobaleno, al Progetto Famiglia della Circoscrizione n.2, al Servizio LGBT della Città di Torino, al Coordinamento Torino Pride e ai Giovani Genitori, presso il parco Rignon, Corso Orbassano 200, dalle 11:00 alle 17:00, con giochi, musica, spettacoli, laboratori per ragazzi e bambini. per informazioni piemonte@genitorirainbow.it
Milano, Un incontro conviviale è previsto Mercoledì 8 Maggio dalle 19:00, per informazioni lombardia@genitorirainbow.it
Genova, dalle 19:00 con aperitivo e momenti di scambio e confronto, per informazioni liguria@genitorirainbow.it
Pisa, giornata al mare dalle 12:00 alle 18:00 con genitori e ragazzi, per informazioni sul luogo scrivere toscana@genitorirainbow.it
Roma, presso il parco di Villa Pamphili Entrata via Vitellia, dalle ore 11:00 alle 17:00 visibili con bandiere RGR, per informazioni lazio@genitorirainbow.it
per avere maggiori dettagli sui diversi appuntamenti basta scrivere alla mail corrispondente.
Le iniziative degli RGR day sono organizzate dai gruppi locali di Rete Genitori Rainbow. Per l’elenco delle diverse città in cui siamo già presenti consultate il link alla pagina Gruppi Genitori Rainbow http://www.genitorirainbow.it/attivita/gruppi . Se siete interessati a costituire un gruppo genitori rainbow nella vostra zona contattateci a info@genitorirainbow.it
Iscrivetevi al forum RGR www.genitorirainbow.it/forum per entrare in contatto con altri genitori rainbow della vostra zona.
Vi aspettiamo ai prossimi appuntamenti RGR day!
Rete Genitori Rainbow
Fabrizio Paoletti, Cecilia d’Avos, Valentina Violino
Evento facebook Genova Pisa e Roma: https://www.facebook.com/events/375021199282056/
Evento facebook Torino: https://www.facebook.com/events/444850622268775/
Evento facebook Milano 8 Maggio: https://www.facebook.com/events/366135146825732/
6 Maggio Livorno – Tavola Rotonda per IFED
Il 5 Maggio si celebra in tutto il mondo la “Giornata Internazionale dell’Ugualianza delle Famiglie”, “IFED – International Family Equality Day”.
In questo giorno si propone il tema dell’uguaglianza dei sistemi familiari e si fa il focus sulla equiparazione dei diritti.
In questo contesto l’Associazione Ippogrifo di Livorno organizza nell’ambito del Centro Donna di Livorno e la collaborazione delle associazioni LUI Livorno Uomini Insieme e Rete Genitori Rainbow la Tavola Rotonda
Dalla Famiglia alle Famiglie
In questa occasione d’incontro intendiamo evidenziare le differenti forme di famiglia eterosessuale fino alle nuove costellazioni familiari.
Il focus è sull’identità di genere e di orientamento sessuale dei genitori; la situazione del genitore omosessuale e trans condiziona l’evoluzione del nucleo familiare, espone il genitore, i figli, i partner eterosessuali e i nuovi partner a difficoltà diverse, dovute sia all’accettazione individuale della condizione omosessuale, sia al superamento dei condizionamenti individuali causati dall’omonegatività, sia per le difficoltà che arrivano dall’ambiente sociale.
Intervengono
Fabrizio Paoletti, copresidente e cofondatore Rete Genitori Rainbow
Egon Botteghi, Rete Genitori Rainbow
Monica Baronti, psicologa e psicoterapeuta Consultorio Familiare Azienda U.S.L. 6 Livorno
Mila Banchi, testimone per i diritti
Serenella Frangilli, psicopedagogista Ippogrifo
Jacopo Piampiani, psicologo e psicoterapeuta, cofondatore dell’Associazione LUI – Livorno Uomini Insieme
Gabriele Lessi, avvocato, cofondatore dell’Associazione LUI – Livorno Uomini Insieme
Introduce e coordina
Maria Giovanna Ulivieri Papucci, Responsabile Centro Donna, Presidente Associazione Ippogrifo
Centro Donna del Comune di Livorno
Largo Strozzi, 3 – tel 0586 890053
e-mail centrodonnalivorno@yahoo.it
Associazione Ippogrifo
Piazza della Repubblica, 47 – tel 0586 889594
e-mail ippogrifo@alicia.it
www.comune.livorno.it
Rete Genitori Rainbow per IFED – Firenze 4 maggio – Conferenza Dibattito sulle famiglie con genitori lgbt
il 5 Maggio viene celebrata in tutto il mondo la “Giornata Internazionale dell’Ugualianza delle Famiglie”: IFED “International Family Equality Day”
In questo giorno si propone il tema dell’uguaglianza dei sistemi familiari e si fa normalmente il focus sulla equiparazione dei diritti.
Nel focus di Rete Genitori Rainbow intendiamo in questa occasione evidenziare le differenze familiari che derivano dall’identità di genere e di orientamento sessuale dei genitori, come cioè la condizione del genitore omosessuale e trans condizioni l’evoluzione del nucleo familiare, esponga il genitore, i figli, i partner eterosessuali e i nuovi partner a difficoltà diverse, dovute sia all’accettazione individuale della condizione omosessuale e al superamento dei condizionamenti individuali causati dall’omonegatività, sia per le difficoltà che arrivano dall’ambiente sociale.
Per questo scopo abbiamo organizzato una conferenza/dibattito sulle famiglie con genitori lgbt da relazioni etero con il titolo:
“Le famiglie con genitori omosessuali e transessuali, fra difficoltà individuali e sociali”
staffetta di interventi e dibattito
L’evento sarà ospitato il 4 Maggio a Firenze a Palazzo Vecchio come iniziativa di Rete Genitori Rainbow all’interno della “Consulta per il contrasto dell’omotransfobia e per i diritti per le persone LGBTI” del Consiglio Comunale di Firenze, e prevede l’intervento di altre associazioni, enti, esperti sulle tematiche e persone della società civile.
SALUTI ISTITUZIONALI
- Stefania Saccardi, vicesindaco Comune di Firenze
- Cristina Giachi, assessora alle pari opportunità, Comune di Firenze
PARTECIPANO ALL’ INIZIATIVA
- SusannaAgostini Presidente Consulta per il contrasto all’omotransfobia e per i diritti delle persone LGBTI, Firenze
- Alberto Locchi Vicepresidente Consulta per il contrasto all’omotransfobia e per i diritti delle persone LGBTI, Firenze
- Fiammetta Chiarini rappresentante RFK Center Europe
- Barbara Bonini, Presidente Ordine Assistenti Sociali della Toscana
- Sergio Lo Giudice, parlamentare e presidente onorario Arcigay
- Michele Giarratano, responsabile Settore Legale Arcigay
- Flavia Madaschi, Agedo, associazione genitori ed amici di omosessuali e transessuali
INTERVENTI
- Federico Ferrari Psicologo psicoterapeuta
- Margherita Graglia Psicologa Psicoterapeuta, autrice del libro “Omofobia, strumenti di analisi ed intervento” Carocci 2012
- Alessandra Bialetti, Pedagogista e counselor
- Paola Biondi, Psicologa psicoterapeuta
- Egon Botteghi genitore transessuale Rete Genitori Rainbow,
- Regina Satariano Presidente Consultorio Transgenere,
- Paolo Antonelli Psicologo IREOS Consultorio della salute delle persone LGBT, Firenze,
- Saveria Ricci Avvocata Rete Lenford
- Jacopo Piampiani Psicologo psicoterapeuta associazione LUI – Livorno Uomini Insieme aderente Rete Maschile Plurale
- Gabriele Lessi Avvocato associazione LUI – Livorno Uomini Insieme aderente Rete Maschile Plurale
INTRODUCONO E MODERANO
- Cecilia d’Avos, cofondatrice e copresidente Rete Genitori Rainbow
- Fabrizio Paoletti cofondatore e copresidente Rete Genitori Rainbow
Link: EVENTO FACEBOOK
Nell’ambito della celebrazione IFED nella giornata del 5 maggio, RGR promuoverà incontri RGR day di conoscenza e accoglienza per genitori gay, lesbiche trans con figli da relazioni eterosessuali, loro partner, figli ed ex partner, in diverse regioni italiane ( Torino, Genova, Milano, Toscana, Roma )
ENGLISH VERSION
PRESS RELEASE
5 May 2013 is IFED – International Family Equality Day
Rete Genitori Rainbow (RGR) the Italian association of gay, lesbian, bi and transexual parents with children from previous heterosexual relationships will celebrate IFED promoting a conference on Equality and family diversity.
The conference will help to better understand the challenges faced by families with parents who, during the course of the family cycle, transition into a different gender identity and/or sexual orientation. The conference will deal with the challenge of homosexual and trans parents to the notion of the conventional heterosexual family and how the newly assumed transgender identity and sexual orientation may expose parents, children, heterosexual partners and new partners to difficulties due to both self-acceptance of the homosexual or transsexual identity and homophobia (internalised and social).
The name for the conference / debate on lgbt parents with children from previous heterosexual relations will be:
“The family with homosexual and transexual parents — between individual and social challenges”
The event will be hosted on 4th May 2013 at Palazzo Vecchio (town hall) in Florence as an initiative of RGR within the “Florence City Consultation on homo/trans-phobia and for LGBTI rights”.
Several speeches will be presented in 10-minute slots as a “Marathon of speakers” from several associations, institutions, and individual psychologists, lawyers, public servants and others involved in support services for lgbt parents with children from heterosexual relationship
Among Speakers, dr. Margherita Graglia, dr. Federico Ferrari, dr. Paola Biondi, psychologists, dr. Saveria Ricci, lawyer, dr. Alessandra Bialetti, counselor, lgbt parents
The Institutions, Associations and groups involved are:
- The city of Florence Consultation for homo/trans-phobia and for LGBTI rights
- Tuscany Order of Social Workers,
- Ireos Firenze, support to lgbt people, fight homophobia in schools,
- Rete Lenford, Advocacy for the rights of LGBTI.
- Associazione Consultorio Transgenere
- Associazione LUI, Livorno Uomini Insieme
Facebook Event link https://www.facebook.com/events/531804720198913/





















By AHRALL payday loans